“Daring Peace Together”… pace e volti: l’installazione che trasforma l’aeroporto in un manifesto globale

All’interno dell’Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino la pace prende forma concreta e visibile, trasformando uno dei principali hub internazionali in un luogo di riflessione collettiva.
Con l’inaugurazione dell’opera “Daring Peace Together”, lo scalo romano supera la sua funzione tradizionale e diventa un palcoscenico di impegno civile, capace di intercettare milioni di viaggiatori e coinvolgerli in un messaggio universale.
Il progetto è il risultato della collaborazione tra Aeroporti di Roma, la UNHATE Foundation e la Comunità di Sant’Egidio, con il Patrocinio del Comune di Fiumicino, ed è ispirato al linguaggio visivo dell’artista francese JR, noto per le sue installazioni fotografiche capaci di trasformare lo spazio pubblico in un racconto collettivo.

La scelta dell’aeroporto come sede dell’opera risponde a una visione precisa: rendere la pace un’esperienza accessibile, quotidiana, condivisa.
In un luogo attraversato ogni giorno da persone provenienti da tutto il mondo, l’arte diventa un ponte tra culture e identità diverse.
Il viaggiatore, in questo contesto, non è più soltanto un passeggero in transito, ma un individuo chiamato a riconoscersi nei valori che lo spazio esprime.
“La pace non è qualcosa di astratto e lontano, ma una responsabilità quotidiana che ognuno di noi deve portare nel proprio mondo,” ha dichiarato Irene Boni, consigliere delegato di UNHATE Foundation,
riportando il significato più profondo dell’iniziativa e ribadendo come il tema della pace debba essere vissuto come un impegno personale e concreto.

L’installazione si presenta come un grande mosaico composto da 108 ritratti in bianco e nero, realizzati durante le Giornate e l’Incontro Internazionale per la Pace promossi dalla Comunità di Sant’Egidio.
I volti ritratti — diversi per età, provenienza e storia — costruiscono una narrazione visiva potente, in cui la pluralità diventa ricchezza e la diversità si trasforma in un elemento di unione.
Ogni sguardo restituisce un frammento di umanità, contribuendo a un racconto collettivo che mette al centro la pace come valore condiviso.

Il Presidente di ADR, Vincenzo Nunziata, ha sottolineato il ruolo simbolico dello scalo romano in questo percorso: “Un aeroporto è il luogo in cui si riconoscono le diverse anime e culture del mondo.
Quest’opera esprime l’esigenza di osare la pace attraverso lo sguardo di questi giovani.” Le sue parole rafforzano l’idea di Fiumicino come crocevia globale, capace di trasformarsi in una vera piazza contemporanea.
L’opera non si limita a essere osservata, ma invita il pubblico a partecipare. Grazie alla presenza di elementi interattivi, come gli specchi e il richiamo ai canali digitali, ogni viaggiatore è spinto a mettersi in gioco, a riconoscersi nei volti esposti e a diventare parte attiva di un messaggio che supera i confini geografici.

In questo modo, la pace smette di essere un concetto distante e diventa un’esperienza concreta, costruita attraverso piccoli gesti quotidiani.
Un ruolo centrale è affidato anche ai giovani fotografi coinvolti nel progetto, molti dei quali provengono da contesti di marginalità. I loro sguardi contribuiscono a dare autenticità all’opera, trasformandola in uno strumento di dialogo capace di abbattere barriere sociali e culturali.
La fotografia, in questo contesto, non è solo espressione artistica, ma un mezzo per costruire relazioni e favorire la comprensione reciproca.

Durante l’inaugurazione è emersa con forza anche la dimensione etica e sociale dell’iniziativa. “Non è solo un muro decorato, ma un impegno collettivo,” ha dichiarato uno dei presenti.
“In un momento storico di frammentazione, scegliere di ‘osare la pace insieme’ è un atto rivoluzionario.” Una riflessione che sintetizza il senso profondo dell’opera, capace di trasformare un semplice spazio di passaggio in un luogo di consapevolezza.
“Daring Peace Together” si inserisce inoltre in un percorso più ampio che riconosce all’arte un ruolo fondamentale anche nel benessere individuale e sociale, rafforzando il legame tra cultura, dialogo e cura.

L’iniziativa richiama lo spirito degli incontri promossi dalla Comunità di Sant’Egidio, che da decenni lavorano per favorire il confronto tra religioni e culture diverse, dimostrando come la pace possa nascere solo attraverso la conoscenza e il rispetto reciproco.
Destinata a rimanere visibile nello scalo romano, l’installazione accompagna ogni giorno migliaia di persone, trasformando ogni sguardo e ogni fotografia in una dichiarazione d’intenti.
A Fiumicino, la pace diventa così un’opera collettiva, costruita un volto alla volta, capace di lasciare un segno anche nel più rapido dei passaggi.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione

