
Stretta del Comune sulle strutture extralberghiere: in arrivo il “time cap” per contenere l’overtourism e tutelare la residenzialità

Oltre quarantamila bed & breakfast attivi, un numero che in tre anni si è più che raddoppiato. Se si aggiungono case vacanza, affittacamere, ostelli e strutture non registrate, Roma supera quota 50 mila unità ricettive extra alberghiere.
Sono cifre che cambiano il volto della città, soprattutto nel Centro storico, dove i residenti diminuiscono e aumentano paninoteche, minimarket e pizzerie da asporto.
Per questo il Campidoglio sta lavorando a un nuovo piano regolatore per i b&b. L’ipotesi più concreta è l’introduzione di un “time cap”: un tetto massimo di giorni all’anno in cui le strutture potranno restare aperte.

Il meccanismo è ancora allo studio: si valuta se fissare un numero massimo settimanale, una pausa obbligatoria nei mesi centrali o una soglia annuale.
La proposta è al vaglio dell’Avvocatura capitolina, di docenti della Sapienza e dei dipartimenti comunali competenti.
Il Comune è consapevole che ogni regolamento potrà essere superato da una futura normativa nazionale, ma intende comunque intervenire per arginare una crescita ormai fuori controllo.

Secondo quanto riportato da Romait e confermato da fonti tecniche interne, il piano include anche l’individuazione di zone “sature”, come Trastevere, Prati, Monti, Testaccio ed Esquilino, dove potrebbero essere vietate nuove aperture.
Previsti anche controlli rafforzati e sanzioni per le strutture abusive, oltre 2.000 secondo stime informali. Dal 2024 a oggi ne sono state chiuse circa 300.
Il fenomeno è sotto osservazione da anni, ma con il Giubileo 2025 alle porte e l’attesa di oltre 30 milioni di pellegrini e turisti, la pressione sulla città rischia di esplodere. I comitati di residenti da tempo denunciano la trasformazione del Centro in un “non luogo”, dove la vita quotidiana viene erosa dall’accoglienza turistica.
Roma resta in attesa di una legge quadro nazionale, ma intanto prova a costruire una via autonoma. Il time cap potrebbe essere il primo passo verso un nuovo equilibrio tra vocazione turistica e diritto all’abitare.
Dino Tropea TalkCity.it Roma






