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Nel 2025 circa 300 denunce nei comuni del comprensorio. Grazie al progetto Soroptimist, un nuovo spazio pensato per accoglienza e ascolto
Una stanza diversa dalle altre. Con colori caldi, giochi per bambini e silenzi che accolgono. A Bracciano, all’interno della caserma dei Carabinieri, è stata inaugurata una nuova stanza protetta dedicata alle donne e ai minori vittime di violenza.
Uno spazio riservato, umano, che segna un passo avanti importante nella lotta contro la violenza di genere nei territori del lago.

Il progetto si inserisce nel quadro nazionale di “Una stanza tutta per sé”, promosso da Soroptimist International d’Italia in collaborazione con l’Arma, che nei giorni scorsi ha rinnovato a Roma il Protocollo d’intesa presso il Comando Generale, alla presenza della Presidente nazionale Adriana Macchi.
Un rinnovo che celebra anche 10 anni di collaborazione e che introduce due novità decisive: la durata quinquennale del protocollo, per garantire continuità e solidità, e l’introduzione del nuovo kit “Una stanza tutta per sé… portatile”, con notebook e microtelecamera integrata, pensato per portare ascolto e tutela anche dove non esiste una stanza fisica.
«Questa stretta di mano significa alleanza, condivisione… ben oltre la firma», ha dichiarato la presidente Macchi. «Per tutte noi, per Soroptimist International d’Italia… che siamo tutte noi».

Un messaggio forte, che arriva anche sul territorio. Secondo i dati condivisi durante l’inaugurazione, solo nel 2025 si contano circa 300 denunce per violenza nei comuni del comprensorio di Bracciano.
Un numero che racconta un fenomeno vivo, che spesso si muove nell’ombra, tra silenzi domestici e paure difficili da spezzare.
La nuova stanza in caserma vuole essere un primo rifugio. Non un ufficio, ma un luogo dove sentirsi credute, ascoltate, accolte. Dove le parole trovano spazio, e il dolore inizia, almeno, a essere riconosciuto.

Il comprensorio di Bracciano, che comprende tredici comuni, ha ora uno strumento in più per accompagnare chi denuncia in un percorso di protezione reale.
Una risposta concreta in un territorio dove la dimensione “di paese” spesso rende ancora più difficile denunciare.
E se è vero che ogni numero ha un volto, ogni stanza protetta ha un valore in più: quello di ricordarci che la sicurezza non si misura solo con le forze dell’ordine, ma anche con l’umanità di chi sa ascoltare.
L’auspicio è che questo progetto, oggi consolidato e rinnovato, possa diventare parte stabile del sistema di tutela nazionale. Non più iniziativa “aggiuntiva”, ma elemento strutturale. Da replicare, potenziare, rendere automatico in ogni caserma, in ogni presidio.

Perché ogni donna, in ogni comune, merita di sapere che esiste una porta pronta ad aprirsi. Una stanza per sé. Sempre.
Dino Tropea TalkCity.it Bracciano