Il caso incompatibilità scuote la campagna elettorale
Tra “copioni” seriali e odiatori incalliti, la campagna elettorale si sposta sui Social. Iniziato il “copia-incolla” di video e foto d’effetto.

Manca meno di un mese alle urne e Santa Marinella è ormai diventata un gigantesco set cinematografico… peccato che la sceneggiatura sia sempre la stessa.
Scorri un social a caso e ti imbatti nel primo candidato: inquadratura perfetta, tramonto strategico alle spalle, camicia stirata come se dovesse incontrare un capo di Stato.
Parte il video. “Ascoltare i cittadini”, “rilanciare il territorio”, “valorizzare le eccellenze”. Bene, avanti il prossimo. Cambia volto, stesso tramonto, stessi concetti, stesso tono ispirato. Se non fosse per la voce, sembrerebbe un’unica persona che si è moltiplicata per errore.
A questo punto viene il dubbio: non è che invece dei programmi si siano passati direttamente il copia-incolla?

Poi c’è l’intelligenza artificiale, ormai vera protagonista della campagna. Banner perfetti, slogan impeccabili, grafiche talmente curate che viene da chiedersi se il candidato esista davvero o sia lui stesso un rendering.
Il problema è che, sotto la patina lucida, spesso il contenuto resta un po’… generato automaticamente anche quello.
Una volta c’erano i manifesti storti attaccati di notte con la colla che colava. Oggi invece c’è il candidato che se li attacca da solo a favore del fotografo personale… una moda che sembra sia piaciuta a tutti.

E poi arrivano loro: i candidati seriali. Quelli che ogni tornata elettorale riemergono come le comete. Durante la campagna diventano improvvisamente urbanisti, economisti, sociologi, esperti di viabilità e, all’occorrenza, pure filosofi. Illuminati. Visionari. Inarrestabili.
Poi arriva il verdetto delle urne: venti voti (di cui dodici parenti stretti) e spariscono di nuovo nell’iperspazio politico fino al prossimo ciclo elettorale. Una sorta di letargo democratico (…in quanti ci si riconoscono?).
Nel frattempo, sui social, imperversano i leoni da tastiera. Anzi no, gli “haters” – categoria ancora più evoluta: digitano con rabbia chirurgica, spesso con metaforiche unghie sporche di sangue digitale.
Criticano tutto, tutti, tranne il proprio pupillo che diventa intoccabile e da difendere col coltello tra i denti. Il loro sport preferito è demolire il candidato avversario… senza rendersi conto che ogni insulto è, di fatto, una pubblicità gratuita.

Perché nella strana logica elettorale, se qualcuno si accanisce così tanto contro di te, un dubbio nasce: “ma non è che questo fa davvero paura?”. E così, tra un attacco velenoso e un commento sopra le righe, finiscono per costruire la credibilità di chi volevano affondare.
In una cittadina come Santa Marinella, dove con quasi trecento candidati praticamente sono tutti collegati, c’è chi perde la bussola… pronto ad offendere un amico, addirittura un parente, per difendere un candidato che, magari, ha incontrato una sola volta (…ditemi che non è vero!).

Nel frattempo, il cittadino medio osserva. Scorre. Sospira. Si perde tra video identici, slogan fotocopiati e promesse in alta definizione. Tutto perfetto, tutto levigato, tutto… incredibilmente uguale.
Probabilmente qualcosa, e qualcuno, di “riconoscibile” c’è… ma corre il rischio, in questo gioco all’ammasso, che venga indicato come un pazzo visionario… venendo apostrofato con un “…e questo chi si crede di essere che ci racconta cose diverse dagli altri???”.

Se qualcuno si riconosce in questo articolo, sappia che è assolutamente casuale e non voluto; come sempre niente di personale. Non perdete tempo ad “odiare” me, concentratevi sui competitors elettorali, che le elezioni si avvicinano.
Alla fine, come sempre, il popolo alle urne sarà sovrano e le chiacchiere (soprattutto le mie) non avranno valore; chi vince avrà azzeccato la campagna elettorale. E forse è giusto così.
Manca meno di un mese al voto e da domani ricomincia la ruota… avanti il prossimo.
Corrado Orfini. TalkCity.it Redazione







