Il tema è stato al centro del confronto tra istituzioni e imprese svoltosi in Camera di Commercio, occasione nella quale è emersa con chiarezza la visione regionale:
la zona franca non è un annuncio, ma una norma già vigente, destinata a produrre effetti concreti sul medio-lungo periodo.
A ribadirlo è stato il presidente della Regione, Francesco Rocca, sottolineando come il risultato sia stato possibile grazie a una Regione capace di presentarsi «a testa alta», forte di un tessuto imprenditoriale che ha continuato a crescere nonostante un contesto complesso.
Per la Regione Lazio, la Zona Franca Doganale si inserisce in una strategia integrata che dialoga con la ZLS e punta a colmare un divario infrastrutturale e logistico che ha a lungo penalizzato i territori del basso Lazio.
Dal punto di vista regionale assume rilievo anche l’impianto normativo dell’iniziativa.
Come evidenziato dall’avvocato Maurizio D’Amico, la zona franca rappresenta una soluzione strutturale, a costo zero per lo Stato, capace di garantire certezze e stabilità alle imprese, superando i limiti temporali di ZES e ZLS.
Un’impostazione condivisa dal senatore Nicola Calandrini, che ha parlato di uno strumento stabile, pensato per sostenere la vocazione all’export e accompagnare ora la fase operativa.
Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale, Raffaele Latrofa, ha sottolineato come la zona franca doganale rappresenti un’opportunità strategica per attrarre investimenti e rafforzare la competitività del territorio, puntando su un sistema integrato tra porto, retroporto e aree produttive.
In questo quadro, il porto di Gaeta è indicato come infrastruttura chiave per collegare il sistema logistico e industriale delle province di Latina e Frosinone, con l’impegno dell’AdSP a collaborare con istituzioni e imprese per trasformare la zona franca in un reale motore di sviluppo e occupazione.
A rafforzare l’impostazione regionale è intervenuto anche il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, che ha definito le zone franche doganali un vero intervento di politica industriale, in grado di generare benefici rilevanti per il sistema delle imprese.
Per la Regione Lazio, la sfida ora è trasformare questo strumento in un acceleratore di sviluppo concreto, attraverso un lavoro coordinato tra istituzioni, imprese e territori.
Un percorso che vede il coinvolgimento diretto della vicepresidente regionale Roberta Angelilli, insieme alle autorità locali, e che punta a costruire una nuova geografia economica regionale fondata su stabilità normativa, integrazione logistica e competitività duratura.
TalkCity.it Redazione