A Santa Marinella la campagna elettorale non è ancora ufficialmente iniziata, ma il confronto politico è già entrato nella sua fase più aspra.
A rimescolare le carte è un lungo e articolato intervento social dell’ex sindaco Pietro Tidei, che prende posizione sul tema più delicato della fase pre-elettorale: la scelta del candidato sindaco del campo progressista.
Tidei lo dice senza giri di parole: “Il sindaco non è una corona ereditaria”. Nessun delfino designato, nessuna investitura calata dall’alto.
Non per tatticismo, rivendica, ma per metodo politico. Dopo sette anni e mezzo di governo cittadino, l’ex primo cittadino parla di una vera e propria “scuola di amministrazione”,
una classe dirigente cresciuta nell’esperienza concreta dell’amministrare, da cui oggi emergono più nomi ritenuti tutti potenzialmente validi.
«Se non ho nominato un erede è perché, forse, ho fatto di meglio: ho fatto scuola. Oggi vedo personalità pronte a dire “io ci sono”. Ed è una grande soddisfazione».
Un messaggio che respinge con decisione l’idea di una successione personale e rilancia invece il concetto di responsabilità collettiva, chiamando il campo progressista a una scelta condivisa e politicamente matura.
Dietro le parole ufficiali, però, il messaggio politico è chiaro. Il candidato del centrosinistra — sostengono i retroscena — sarebbe già stato individuato, ma Tidei,
forte della sua lunga esperienza, avrebbe scelto di tenere aperto il confronto fino all’ultimo per evitare fratture, dispersione di consenso e possibili delusi.
Una strategia che divide, ma che molti riconoscono come coerente con il suo stile politico: nessuna investitura affrettata, massimo controllo dei tempi, e un obiettivo dichiarato — arrivare uniti al voto, dai centristi alla sinistra.
L’ufficializzazione, assicurano, è questione di giorni. E allora la graticola si spegnerà. Ma la partita, quella vera, sarà solo all’inizio.
C. O.