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Amianto nelle Ferrovie dello Stato, risarcimento di 85mila euro agli eredi della vittima

La Corte d’Appello di Roma ha confermato la responsabilità di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) per la morte di R.C., lavoratore deceduto nel 2017 a 63 anni a causa di un mesotelioma legato all’esposizione all’amianto.
La vicenda, segnalata dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), evidenzia ancora una volta i rischi legati alla presenza di amianto nelle infrastrutture ferroviarie.
R.C., originario di Civitavecchia, aveva lavorato per anni sui traghetti ferroviari FS in ambienti contaminati da polveri e fibre di amianto, tra cui le navi Gallura, Garibaldi, Logudoro e San Francesco da Paola.

La Corte d’Appello ha stabilito un risarcimento complessivo di oltre 85mila euro per gli eredi, riconoscendo anche la sofferenza personale vissuta dalla vittima negli ultimi mesi di malattia, quando era consapevole della gravità della propria condizione clinica.
Durante il processo, RFI aveva contestato la propria responsabilità per una parte del periodo lavorativo di R.C., ma la Corte ha confermato le prove dell’esposizione all’amianto e la violazione degli obblighi di tutela della salute a carico dell’azienda.
Il caso mette in luce l’importanza della sicurezza sul lavoro e della prevenzione dai rischi legati all’amianto, ancora presenti in molte realtà industriali e ferroviarie italiane.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione

