Combustione illecita di plastica e potature: rischi per salute e ambiente

Un caso di combustione illecita di rifiuti è stato scoperto nei giorni scorsi a Furbara, nel comune di Cerveteri, alle porte di Roma.
A intervenire sono stati i Carabinieri del Nucleo Forestale di Civitavecchia, che durante un controllo sul territorio hanno individuato un denso fumo proveniente da un fondo privato.
Seguendo la scia, i militari hanno accertato che non si trattava di semplici ramaglie: insieme alle potature venivano bruciati anche materiali plastici e altri rifiuti, dando origine a una combustione illecita altamente pericolosa. Responsabile del rogo un uomo di 82 anni, ora denunciato.

La combustione illecita di plastica, soprattutto se avviene a basse temperature e senza controllo, comporta il rilascio di sostanze tossiche estremamente nocive.
Tra queste figurano diossine, furani, idrocarburi policiclici aromatici, derivati del cloro, metalli pesanti e particolato fine, tutte componenti che rappresentano un serio rischio sia per l’ambiente sia per la salute umana.
I fumi sprigionati da questo tipo di combustione illecita possono provocare irritazioni alle vie respiratorie, agli occhi e alle mucose, causando disagi immediati e potenziali effetti a lungo termine.

Il Nucleo Forestale ha prontamente informato l’Autorità giudiziaria, avviando l’iter previsto dalla legge. Per il responsabile si configura il reato di combustione illecita di rifiuti, che prevede una pena da 2 a 5 anni di reclusione,
come stabilito dall’articolo 256 bis del Decreto Legislativo 152/2006. La pena può arrivare fino a 6 anni nel caso in cui vengano bruciati rifiuti pericolosi.
L’episodio riporta l’attenzione su una pratica ancora diffusa e pericolosa: la combustione illecita, oltre a essere un reato, rappresenta una minaccia concreta per la qualità dell’aria e la tutela del territorio.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione
