Dall’assistenza ai bambini negli orfanotrofi dello Sri Lanka alla costruzione di dieci nuove strutture sanitarie in Mozambico: la Fondazione Artemisia ETS rafforza il proprio impegno nella cooperazione sanitaria internazionale

È un progetto di ampio respiro quello portato avanti dalla Fondazione Artemisia ETS, presieduta dalla dottoressa Mariastella Giorlandino, che affianca alle missioni umanitarie un programma strutturale per contribuire allo sviluppo dei sistemi sanitari nei Paesi più fragili.
In questi giorni è partita la nuova missione in Sri Lanka, realizzata insieme a Ripartiamo APS, con l’obiettivo di portare assistenza medica, visite specialistiche, farmaci e prevenzione ai bambini ospitati in quattro orfanotrofi nelle aree interne del Paese.
Il team, guidato da Walter Morale, è composto da medici, operatori sanitari e volontari, che raggiungeranno anche comunità isolate. L’iniziativa è sostenuta da Tenute Piccini, rappresentata da Mario Piccini.

La missione nello Sri Lanka rappresenta però solo una parte di un’attività internazionale che negli ultimi anni ha coinvolto Africa, Asia e Sud America, puntando non soltanto sull’emergenza, ma anche sulla formazione e sulla creazione di competenze locali.
Il progetto più ambizioso riguarda il Mozambico, dove la Fondazione, anche grazie alla collaborazione con il Gruppo I-FT, prevede la realizzazione di dieci nuove strutture sanitarie, una per ciascuna provincia del Paese, per un investimento complessivo stimato in 150 milioni di euro.
L’obiettivo è migliorare l’accesso alle cure, rafforzare le competenze e contribuire alla costruzione di un sistema sanitario più moderno ed efficiente.
Parallelamente sono allo studio nuovi interventi in Perù, con programmi dedicati alle infrastrutture sanitarie, alla formazione del personale e all’introduzione di tecnologie innovative.
«Ogni persona, indipendentemente dal luogo in cui nasce, ha diritto alle stesse opportunità di cura. La salute non può essere un privilegio», sottolinea Mariastella Giorlandino.
«Dalle missioni umanitarie alla costruzione di infrastrutture sanitarie, ogni nostro progetto nasce dalla volontà di trasformare la solidarietà in azioni concrete».
Un impegno condiviso anche da Francesco Cipriano di I-FT, secondo il quale la collaborazione con la Fondazione «unisce una visione chiara a una straordinaria umanità» e può contribuire alla nascita di sistemi sanitari «moderni e più adeguati» alle esigenze delle popolazioni locali.
Dalla presenza diretta nei villaggi alla realizzazione di strutture permanenti, la strategia della Fondazione Artemisia punta dunque a trasformare la cooperazione sanitaria da intervento temporaneo a strumento di sviluppo duraturo, portando cure, formazione, tecnologia e nuove opportunità là dove il diritto alla salute è ancora più difficile da garantire.
Catia Maurelli. TalkCity.it Redazione

