
Cesano-Bracciano, il raddoppio dei binari promette treni più veloci ma i lavori tra lungaggini e vincoli rallentano il servizio

Il guasto tecnico a Cesano dell’altro giorno, 4 maggio, è stato solo l’ennesimo capitolo di una storia che i pendolari del lago conoscono a memoria.
A Bracciano e Anguillara non è raro che il tabellone della stazione arrivi a segnare ritardi che sfiorano i 150 minuti.
Non si tratta solo di “arrivare tardi”, per migliaia di pendolari significa permessi bruciati, turni saltati e la costante frustrazione di non poter fare affidamento sull’unico mezzo che dovrebbe collegarli alla Capitale.

La FL3, in queste condizioni, non è un servizio, ma un ostacolo alla vita lavorativa e personale di un intero territorio.
Il centro del problema è racchiuso nei16 chilometri di binario unico che separano Cesano da Bracciano.
Oggi, con un bacino d’utenza che è letteralmente esploso – specialmente ad Anguillara, diventata uno degli scali più trafficati della provincia – non è pensabile che la circolazione ferroviaria dipenda da un sistema così fragile.

Se un treno si ferma, l’intera linea si blocca a causa dell’assenza di binari di precedenza. È proprio in certe situazioni che i pensieri dei pendolari tornano alle promesse fatte e mai completamente mantenute.
Bisogna infatti risalire al lontano 2003 per trovare la prima vera dichiarazione ufficiale del progetto di raddoppio dei binari tra Cesano e Bracciano, inserito allora nei piani strategici nazionali.
L’attuale piano di raddoppio consiste in una ricostruzione radicale dell’infrastruttura, finanziata con oltre 700 milioni di euro.

Il progetto è diviso in due lotti che però viaggiano a velocità diverse.Il primo tratto, da Cesano a Vigna di Valle, è quello tecnicamente più avanzato.
Dopo anni di conferenze dei servizi e verifiche ambientali, l’iter autorizzativo si è concluso e si sta passando alla fase dei cantieri operativi.
Qui l’obiettivo è raddoppiare i binari e adeguare le stazioni, rendendole finalmente accessibili e moderne.
Le difficoltà maggiori, però, riguardano il secondo lotto: quello che va da Vigna di Valle a Bracciano.

Qui il progetto deve fare i conti con un territorio più complesso e vincoli paesaggistici stringenti. L’iter autorizzativo è ancora in corso e la speranza è di arrivare alla firma definitiva entro la fine del 2026.
Il piano prevede anche la soppressione totale dei passaggi a livello, che oggi rappresentano non solo un fastidioso tappo per la viabilità cittadina.
C’è poi un aspetto che molti ignorano: parte dei ritardi che subiamo oggi è paradossalmente causata dai lavori per il futuro. RFI sta installando il sistema ERTMS (European Rail Traffic Management System), uno strumento digitale che permetterà ai treni di viaggiare a distanza ravvicinata in totale sicurezza.

Questo farà in modo che, a lavori terminati, la FL3 sarà capace di garantire fino a 10 treni l’ora. Il problema è che l’installazione e il rodaggio di queste tecnologie richiedono test continui che spesso, come abbiamo visto questa settimana, mandano in tilt il sistema vecchio ancora in uso.
Il rischio concreto è che ad oggi, tra lungaggini burocratiche e cantieri infiniti, il raddoppio arrivi quando ormai molti avranno rinunciato perfino a indignarsi o saranno andati in pensione.
Bracciano e Anguillara hanno bisogno di risposte certe e, soprattutto, di un servizio dignitoso.
Enrico Negretti. TalkCity.it Redazione





