
Ennio Coltorti e Massimo Napoli esplorano l’ossessione creativa del genio del jazz

Il teatro incontra il jazz, la poesia e l’ossessione creativa nel nuovo spettacolo diretto e interpretato da Ennio Coltorti, protagonista insieme a Massimo Napoli di “Interplay – Charlie Parker, le ali del jazz”, testo scritto da Alma Daddario. Lo spettacolo debutterà dal 4 al 7 giugno 2026 al Teatro di Documenti di Roma.
Ambientato nell’universo inquieto e visionario del grande sassofonista Charlie Parker, lo spettacolo racconta gli ultimi anni di vita del genio del be-bop e il rapporto ossessivo con un critico musicale deciso a decifrarne il mistero artistico.
Ma il cuore dell’opera va oltre la semplice biografia: è una riflessione intensa sull’impossibilità di spiegare il talento, sulla fragilità del genio e sul confine sottile tra arte e autodistruzione.

Con la sua regia, Ennio Coltorti costruisce una messa in scena evocativa e musicale, dove parola, atmosfera e ritmo jazz si fondono in un racconto emotivo e potente.
Sul palco, accanto a Coltorti e Massimo Napoli, ci sarà anche Elena Barbati, mentre le musiche saranno affidate al pianoforte di Federico Pappalardo. La selezione musicale è curata da Pietro Sergio, elemento fondamentale per accompagnare lo spettatore dentro l’anima tormentata di Parker.
L’autrice Alma Daddario ha spiegato di essersi ispirata alla figura di Charlie Parker non solo per il suo rivoluzionario contributo al jazz, ma anche per la sua dimensione umana, segnata da eccessi, dolore e una straordinaria tensione creativa.

Parker, soprannominato “Bird”, viene raccontato come un artista incapace di vivere dentro qualsiasi gabbia, simbolo di una libertà assoluta che coincide spesso con la distruzione di sé.
Lo spettacolo si avvale inoltre della collaborazione del Museo del Saxofono, realtà unica nel panorama internazionale dedicata allo strumento simbolo del jazz.

Con “Interplay – Charlie Parker, le ali del jazz”, Ennio Coltorti conferma ancora una volta la sua capacità di portare in scena opere di grande intensità culturale ed emotiva, capaci di parlare agli appassionati di teatro ma anche agli amanti della musica e delle storie che scavano nell’animo umano.
Uno spettacolo che promette di essere non solo un omaggio al jazz, ma un viaggio dentro il mistero stesso dell’arte.
Corrado Orfini. TalkCity.it Redazione







