Al via il piano per contrastare la testuggine americana e proteggere la biodiversità della Palude di Torre Flavia. Coinvolti cittadini, Università Roma Tre e associazione Biodiversi

Contrastare la diffusione della testuggine palustre americana e proteggere l’equilibrio degli ecosistemi naturali della costa laziale. È questo l’obiettivo del nuovo progetto dedicato alla Palude di Torre Flavia, presentato oggi, 30 ottobre, alle ore 17, presso la Biblioteca Comunale “Peppino Impastato” di Ladispoli.
L’iniziativa, promossa dal Servizio 1 del Dipartimento XI “Aree Protette-Tutela della biodiversità” della Città metropolitana di Roma Capitale e finanziata dalla Regione Lazio,
prende il nome di “Trachemys scripta nel Monumento naturale Palude di Torre Flavia: stato delle conoscenze, consapevolezza del problema, piano di gestione e strategia di comunicazione”.
Al centro del progetto c’è la presenza della Trachemys scripta, conosciuta come testuggine palustre americana, una specie aliena invasiva inserita dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) tra le 100 più invasive al mondo.
La sua diffusione rappresenta una minaccia per la biodiversità locale. Molti esemplari, infatti, vengono rilasciati impropriamente da privati cittadini in canali, stagni e altri ambienti acquatici.
Una pratica che può compromettere gli equilibri naturali, perché questa specie compete con le testuggini autoctone, in particolare con la testuggine palustre europea (Emys orbicularis), per le risorse alimentari e i luoghi di soleggiamento.

Una pressione ambientale che interessa anche la Zona di Protezione Speciale (ZPS) della Palude di Torre Flavia, un’area di grande valore naturalistico per il territorio.
Il progetto punta a unire ricerca scientifica, interventi sul territorio e sensibilizzazione della popolazione, attraverso la collaborazione di diverse realtà.
L’Associazione di Promozione Sociale “Biodiversi” si occuperà della campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta ai cittadini.
Tra le attività previste anche un’indagine sociale e partecipata, che coinvolgerà la comunità locale e i visitatori della Palude di Torre Flavia, con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulla conoscenza e sulla percezione del problema.
Le attività operative sul campo e il monitoraggio scientifico saranno invece affidati all’Università degli Studi Roma Tre, che contribuirà a definire e seguire le azioni necessarie per affrontare la presenza della specie invasiva.

Durante l’incontro pubblico saranno illustrati gli effetti delle specie aliene invasive sulla biodiversità locale, le strategie di intervento previste dal progetto e le attività di monitoraggio.
Particolare attenzione sarà riservata al coinvolgimento della cittadinanza, considerato un elemento fondamentale per la riuscita dell’iniziativa.
Informare sui rischi legati all’introduzione di specie non autoctone e sensibilizzare contro il rilascio di animali esotici negli ambienti naturali rappresentano passaggi essenziali per tutelare la Palude di Torre Flavia e il suo patrimonio ambientale.
Un progetto che punta dunque non soltanto a contrastare la diffusione della testuggine americana, ma anche a rafforzare la consapevolezza collettiva sull’importanza della conservazione della biodiversità del litorale.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione
