Dopo le prospettive di crescita illustrate da Aeroporti di Roma, arriva anche l’intesa con i sindacati. Nove miliardi di investimenti e oltre 67mila nuovi posti di lavoro nel Lazio: il futuro del Leonardo da Vinci diventa una grande opportunità economica e sociale per l’intero territorio.
Il cerchio, progressivamente, si chiude. Lo sviluppo dell’aeroporto Leonardo da Vinci non è più soltanto una questione di infrastrutture, nuove piste e aumento dei passeggeri. È un progetto strategico che coinvolge economia, occupazione, sostenibilità ambientale e futuro del territorio.
L’ultimo tassello arriva oggi con la firma del Protocollo d’Intesa tra Aeroporti di Roma e le organizzazioni sindacali FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI e UGL Trasporto Aereo, un accordo che accompagna il Piano di Sviluppo Sostenibile dello scalo e pone al centro qualità del lavoro, sicurezza, welfare e tutela occupazionale.
Un passaggio significativo, che rafforza ulteriormente il percorso di ampliamento dell’aeroporto, già delineato dall’amministratore delegato di ADR Marco Troncone: 9 miliardi di euro di investimenti privati, senza finanziamenti pubblici, e l’obiettivo di raggiungere 100 milioni di passeggeri entro il 2046.
Ma sono soprattutto le ricadute occupazionali a dare la misura della portata dell’operazione.
Secondo uno studio della Luiss Guido Carli, lo sviluppo aeroportuale potrebbe generare 67.100 nuovi posti di lavoro nel Lazio, di cui 53.200 nella provincia di Roma (Litorale Alto Lazio) e 13.450 nel Comune di Fiumicino.
Numeri che trasformano l’ampliamento del Leonardo da Vinci in una prospettiva concreta di crescita per migliaia di famiglie, imprese e lavoratori.
L’accordo con i sindacati introduce inoltre un Osservatorio permanente Azienda-Sindacati, chiamato a monitorare l’avanzamento del piano e le sue ricadute sociali e occupazionali, con particolare attenzione anche al contrasto del dumping contrattuale, alla mobilità e alla sostenibilità ambientale.
Il significato politico ed economico dell’intesa va però oltre il documento sottoscritto.
Dopo il confronto con le istituzioni, le prospettive di investimento e il dibattito pubblico sull’ampliamento, anche il mondo del lavoro entra strutturalmente nel percorso di sviluppo.
Naturalmente restano centrali le questioni ambientali, l’impatto sulle comunità locali e le necessarie garanzie per i territori maggiormente interessati.
Temi sui quali sarà indispensabile mantenere alta l’attenzione e assicurare risposte concrete.
Ma appare sempre più evidente che la crescita di Fiumicino non riguarda soltanto Aeroporti di Roma: riguarda l’intero sistema economico del Lazio e, per la rilevanza internazionale dello scalo, il futuro della competitività italiana.
Istituzioni, imprese, lavoratori e territorio hanno interessi che possono convergere verso un obiettivo comune: trasformare lo sviluppo aeroportuale in benessere diffuso, nuova occupazione e opportunità per le prossime generazioni.
L’ampliamento del Leonardo da Vinci assume così i contorni di un progetto sempre più condiviso.
Il cerchio non è ancora definitivamente chiuso, ma con l’ingresso dei sindacati nel percorso di sviluppo un altro tassello fondamentale è andato al suo posto.
E per Fiumicino, ormai, la sfida non sembra più essere soltanto se crescere, ma soprattutto come crescere, garantendo che i benefici arrivino davvero al territorio e ai suoi cittadini.
Corrado Orfini. TalkCity.it Redazione
