Ieri allo stabilimento La Nave presentato il libro del sindaco di Fiumicino. Sul terrazzo affacciato sul mare una partecipazione superiore alle aspettative. Con Baccini anche il giornalista Daniele Capezzone

Una terrazza affacciata sul mare, quella dello stabilimento La Nave di Fregene, che ieri sera si è rivelata persino troppo piccola per contenere tutte le persone arrivate ad ascoltare Mario Baccini.
Non una presenza casuale, ma un pubblico attento e interessato, composto da persone che conoscono e stimano il sindaco di Fiumicino e che hanno scelto di esserci per conoscere, attraverso le pagine del suo libro, anche l’uomo che si trova dietro la figura pubblica e politica.
A dialogare con Baccini, nel corso della presentazione, il giornalista Daniele Capezzone, che ha accompagnato il pubblico dentro un racconto che va oltre la semplice autobiografia politica.
Il libro è infatti, come è stato spiegato nel corso dell’incontro, la storia di un uomo che ha attraversato una parte importante della storia politica italiana, assumendo responsabilità a diversi livelli e vivendo da protagonista molte delle vicende che hanno caratterizzato la vita pubblica del Paese.

Ed è proprio lo spessore dell’uomo uno degli elementi che emerge con maggiore forza dalle pagine del volume. Una persona che ha scelto di dedicare la propria vita alla politica, intesa non soltanto come attività istituzionale, ma soprattutto come strumento attraverso il quale mettere a disposizione della comunità le proprie capacità, la propria esperienza e il proprio impegno.
Un percorso che lo ha portato anche a diventare sindaco di Fiumicino, la città nella quale ha scelto di vivere e che oggi rappresenta amministrativamente, attraversando il suo primo mandato con un consenso e un rapporto con i cittadini che lo hanno portato ad annunciare già la volontà di ricandidarsi per un secondo mandato.
La serata di Fregene ha mostrato dunque anche un altro aspetto della figura di Baccini: quello di un uomo che, pur avendo ricoperto incarichi di grande rilievo nella politica nazionale, ha scelto di raccontarsi con il linguaggio della propria esperienza personale.

Un libro che, nelle intenzioni dell’autore, non chiede necessariamente di essere letto in modo celebrativo.
Al contrario, Baccini ha invitato a leggerlo anche con spirito critico, proprio perché il suo obiettivo è permettere al lettore di conoscere meglio la sua persona, le sue scelte, le sue esperienze e anche quegli aspetti meno conosciuti della sua lunga vicenda politica.
Attraverso i suoi occhi passa così anche un pezzo di storia italiana: una storia osservata dal punto di vista di un uomo che si definisce semplice, ma che ha accumulato negli anni una straordinaria esperienza politica e istituzionale.

È forse questo il significato più interessante della serata di Fregene: non soltanto la presentazione di un libro, ma la possibilità di conoscere più da vicino l’uomo che si cela dietro il ruolo pubblico.
E la grande partecipazione registrata ieri sera a La Nave dimostra che, attorno alla figura di Mario Baccini, esiste una curiosità, una stima ed un affetto, che vanno oltre la politica quotidiana.
Una curiosità verso la sua storia, le sue scelte e il percorso che lo ha portato, dopo una lunga esperienza nella politica italiana, a mettere quella stessa esperienza al servizio della comunità di Fiumicino.
Corrado Orfini

