L’ex consigliere comunale Vittorio Petrelli scrive al sindaco Piendibene e chiede di sottoporre alla Corte dei Conti quattro recenti affidamenti del Comune di Civitavecchia

«I cittadini chiedono di vedere le carte».
È questo, in sintesi, il senso dell’iniziativa dell’ex consigliere comunale Vittorio Petrelli, che ha inviato una formale richiesta al sindaco di Civitavecchia, con copia al Segretario generale e ai dirigenti interessati, chiedendo di acquisire un parere della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per il Lazio.
Al centro della lettera ci sono quattro determine dirigenziali attraverso le quali il Comune ha affidato servizi e attività di supporto a soggetti esterni.
Petrelli richiama innanzitutto il principio, più volte affermato dalla magistratura contabile, secondo cui la Pubblica Amministrazione dovrebbe normalmente utilizzare le professionalità presenti all’interno del proprio organico e ricorrere a competenze esterne soltanto quando ciò risulti effettivamente necessario.



Nella sua richiesta l’ex consigliere comunale cita quattro provvedimenti:
- la determina del Servizio Lavori Pubblici n. 4984 del 30 ottobre 2025, relativa a servizi tecnici di supporto per 149.748 euro;
- la determina del Segretariato Generale n. 607 del 5 febbraio 2026, relativa al servizio di supporto e ausilio legale per 90.000 euro;
- la determina del Segretariato Generale n. 3552 del 16 luglio 2026, relativa a un incarico di assistenza al Comune per 158.600 euro;
- la determina del Servizio Cultura-Servizi Sociali n. 3618 del 21 luglio 2026, relativa al servizio di consulenza e supporto specialistico all’Ufficio di Piano del distretto socio-sanitario ATS RM 4.1, per 168.360 euro.
Secondo Petrelli, il punto centrale non sarebbe tanto il nome utilizzato negli atti amministrativi, quanto la natura effettiva delle prestazioni richieste.
L’ex consigliere richiama in particolare i criteri elaborati dalla Corte dei Conti per distinguere un vero e proprio appalto di servizi da un incarico di consulenza.
A suo giudizio, dall’analisi dei contenuti delle quattro determine potrebbe emergere il dubbio che si tratti, almeno in alcuni casi, di incarichi di consulenza più che di appalti di servizi.
Cosa cambierebbe? La distinzione, sottolinea Petrelli, non sarebbe soltanto formale.

Se gli affidamenti dovessero essere ricondotti alla disciplina degli incarichi esterni prevista dall’articolo 7 del decreto legislativo 165/2001, secondo la sua ricostruzione sarebbe stato necessario verificare preliminarmente l’assenza, all’interno del Comune, di professionalità adeguate allo svolgimento delle attività.
Inoltre, Petrelli richiama la necessità di una procedura comparativa, dell’eventuale parere dell’Organo di revisione e della trasmissione degli atti alla Corte dei Conti nei casi previsti dalla normativa.
Da qui nasce la richiesta di fare chiarezza prima che la questione possa trasformarsi in un problema più ampio sul piano della legittimità della spesa.
La lettera di Petrelli non punta, almeno nelle intenzioni dichiarate, a formulare una sentenza sugli atti del Comune. Al contrario, l’ex consigliere chiede che sia proprio la magistratura contabile a pronunciarsi.
Petrelli spiega infatti che avrebbe voluto trasmettere direttamente le determine alla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, ma ricorda che la richiesta di parere prevista dalla legge 131/2003 può essere formulata dall’amministrazione comunale attraverso il sindaco.
Per questo la richiesta rivolta a Piendibene è precisa: inviare alla Corte dei Conti le quattro determine e chiedere un parere sulla corretta qualificazione degli incarichi.

Una richiesta che, al di là delle valutazioni politiche, mette sul tavolo una questione molto concreta: le procedure utilizzate dal Comune per affidare questi incarichi sono corrette e coerenti con la loro effettiva natura?
La risposta, se arriverà, spetterà agli organi competenti. Ma intanto Petrelli chiede all’amministrazione di rendere trasparente il percorso seguito e, soprattutto, di sgombrare il campo da qualsiasi dubbio sulla regolarità delle spese.
Perché, in fondo, la questione sollevata dall’ex consigliere è semplice: se gli atti sono corretti, sarà la Corte dei Conti a poterlo confermare. E se invece esistono criticità, meglio accertarle subito.
La palla, ora, passa al Sindaco e all’amministrazione comunale.
TalkCity.it Civitavecchia

