
Voce, inclusione e diritti: in diretta a TalkCity WebRadio il popolare personaggio TV racconta il valore del Pride e le sfide ancora aperte contro discriminazione e omofobia
Una voce che da oltre trent’anni accompagna le battaglie per i diritti civili in Italia. È quella di Vladimir Luxuria, protagonista dell’intervista andata in onda su TalkCity WebRadio alla vigilia del Civitavecchia Pride 2026, la manifestazione “A Voce Alta” dedicata all’inclusione, al rispetto e alla tutela delle diversità.
Nel corso della conversazione, Luxuria ha ripercorso la nascita del primo Gay Pride italiano, organizzato nel 1994 insieme al Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.
Un evento che allora rappresentò una sfida senza precedenti e che vide la partecipazione di circa 20 mila persone.
“Non c’erano carri né personaggi famosi – ha ricordato – ma la volontà di uscire allo scoperto e rivendicare il diritto di esistere alla luce del sole”.
Da allora la voce del Pride è cresciuta fino a diventare uno degli appuntamenti pubblici più partecipati del Paese, espandendosi dalle grandi città fino ai centri più piccoli. Ed è proprio questo uno degli aspetti che Luxuria considera fondamentali.
“Le persone LGBTQ+ vivono anche nelle città di provincia e hanno diritto ad avere spazi di confronto e momenti di inclusione”, ha sottolineato, esprimendo soddisfazione per l’organizzazione del Pride a Civitavecchia.

Il tema centrale dell’incontro “A Voce Alta” ruota attorno a una domanda profonda: quando una battaglia civile può dirsi davvero vinta? Quando è necessario alzare la voce o quando, finalmente, non sarà più necessario farlo?
Per Luxuria, il traguardo ideale sarebbe un mondo in cui l’amore e l’identità possano essere raccontati con naturalezza, senza dover rivendicare continuamente il diritto di esistere. Ma quel momento, secondo l’attivista, non è ancora arrivato.
“Ci sono ancora persone che non vogliono ascoltare. Per questo è necessario alzare la voce per rompere il muro del silenzio che spesso circonda discriminazione, odio e indifferenza.”

Uno dei passaggi più intensi dell’intervista riguarda il tema del bullismo e della violenza omofoba. Luxuria ha ricordato come raccontare la propria esperienza personale continui a essere importante per tanti adolescenti che vivono momenti di solitudine e difficoltà nell’accettazione di sé.
Particolarmente toccante il riferimento a Paolo Mendico, il quattordicenne della provincia di Latina vittima di bullismo che si è tolto la vita. Un episodio che, secondo Luxuria, dimostra quanto sia urgente affrontare nelle scuole temi come l’omofobia, la transfobia, il rispetto delle differenze e la prevenzione della violenza.
“La scuola deve parlare di queste realtà. I ragazzi cercano comunque risposte online: ignorare il problema non significa risolverlo.”

Alla domanda se nel 2026 ci sia ancora bisogno del Gay Pride, la risposta di Luxuria è stata netta.
Secondo l’ex parlamentare, la piena uguaglianza non è ancora stata raggiunta e molte persone continuano a non godere degli stessi diritti.
Per questo il Pride mantiene la sua funzione di sensibilizzazione e di richiesta di riconoscimento.
“Quando tutti avranno davvero gli stessi diritti, allora il Pride sarà una grande festa per celebrare un obiettivo raggiunto.”
Nel finale dell’intervista, Corrado Orfini ha fatto una domanda diretta a Luxuria… “Non ha paura che il Pride venga strumentalizzato da Amministrazioni in cerca di visibilità e consensi”.
La risposta è stata netta: “Se pensate -ha detto Vladimir Luxuria- che uno dei più grandi e partecipati Pride nel mondo è in Israele… credete che far vedere di essere aperti alla difesa dei diritti degli omosessuali possa servire a nascondere incapacità governative o, in caso di Comuni, Amministrative?”
Una risposta da applauso, come il personaggio Luxuria ci ha abituati anche nelle dirette sui canali televisivi nazionali.

L’intervento di Vladimir Luxuria a Civitavecchia si inserisce all’interno delle Giornate dell’Inclusione e dei Diritti, portando una riflessione che supera le appartenenze politiche e le polemiche del momento.
La sua voce continua a richiamare l’attenzione su temi che riguardano l’intera società: inclusione, ascolto, rispetto e dignità. Perché, come emerso durante l’intervista, il vero obiettivo non è semplicemente parlare a voce alta, ma costruire un futuro in cui nessuno debba più alzare la voce per essere riconosciuto.
TalkCity.it Redazione






