
Questa mattina la conferenza stampa; molte parole ma nessuno dice perchè la delibera sia stata annullata; la Tinti resta sola. Dubbi sulle “denunce” dei residenti

Doveva essere il momento della chiarezza, si è trasformato nell’ennesimo caso politico.
Questa mattina, in via Montegrappa, la conferenza stampa sul Montegrappa Festival ha fatto emergere tutte le contraddizioni dell’amministrazione guidata dal sindaco Marco Piendibene.
Una vicenda che ha dell’incredibile: inizialmente il Comune aveva dato pieno sostegno all’evento, con una delibera di giunta che prevedeva collaborazione e persino un contributo economico.

Poi, il dietrofront improvviso. Con una decisione diretta del sindaco, il festival è stato cancellato perché ritenuto non di interesse pubblico e sociale: “rinnovata valutazione dell’interesse pubblico”.
Completamente diverso da quanto detto oggi dai rappresentanti dell’Amministrazione Comunale. Alla conferenza erano presenti gli assessori Piero Alessi, Patrizio Scilipoti e Stefania Tinti.
Dopo un intervento rapido e poco approfondito, in cui è stata ribadita genericamente la disponibilità dell’amministrazione a collaborare, Alessi e Scilipoti hanno lasciato l’incontro senza ascoltare né le ragioni degli organizzatori né le domande dei giornalisti.

A rimanere sola davanti a stampa e operatori è stata l’assessore Tinti, che ha ammesso di non conoscere le motivazioni precise alla base della decisione del sindaco.
Un passaggio che ha aumentato ulteriormente la sensazione di confusione e mancanza di coordinamento interno.
Al di là delle buone intenzioni della viceSindaco Tinti di voler far fare l’evento, con tante, troppe, prescrizioni, la vicenda è in una fase di stallo, essendo comunque revocata la delibera di giunta (fatto più unico che raro, e ai limiti del lecito).
Importante l’intervento di Maria Letizia Beneduce, Presidente della Giuria del Festival, che ha messo in evidenza la mancanza di rispetto verso una forma d’arte, la musica, che non può avere limitazioni per essere espressa nel migliore dei modi.

Nel frattempo emerge una nuova versione: alla base dello stop ci sarebbero alcune presunte denunce dei residenti per rumori e musica alta.
Ma su questo punto si aprono interrogativi pesanti: dove sono queste denunce? Esiste documentazione ufficiale riferita all’evento dello scorso anno?
Domande che, al momento, restano senza risposta.
Il sospetto sempre più diffuso è che il sindaco abbia compiuto un passo falso e stia tentando di rimediare in corsa.

Ma nel frattempo il danno è concreto: a pagare sono gli organizzatori, gli operatori commerciali di via Montegrappa e soprattutto i giovani, che vedevano nel festival un’occasione di aggregazione tra arte, cultura e socialità nelle serate primaverili.
Il paradosso è evidente: mentre si blocca un evento strutturato e autorizzato, in altre zone della città continua indisturbata la cosiddetta malamovida, tra degrado, schiamazzi e danneggiamenti.
Una gestione che lascia perplessi e che alimenta una domanda sempre più insistente tra cittadini e operatori: da che parte sta davvero l’amministrazione?
Perché questa volta, più che una scelta politica, sembra l’ennesima occasione persa.
Corrado Orfini. TalkCity.it Redazione







