Lettera firmata: “Tra ritardi e promesse non mantenute, il rispetto per le risorse pubbliche e la trasparenza resta al centro delle richieste”

<<Rivolta solo a chi ha coscienza, rispetto per il bene pubblico e per il denaro dei cittadini,
a chi ha giurato fedeltà allo Stato,
da tempo assistiamo con crescente amarezza alla situazione di Piazza Prima Rosa, divenuta ormai simbolo di un cantiere fermo, opaco, incomprensibile.
Un “cantiere fantasma” che solleva interrogativi seri sulla gestione delle risorse pubbliche, sulla trasparenza amministrativa e sul rispetto dovuto alla comunità.

Negli ultimi giorni stanno circolando diversi video, tra cui interventi della Signora Sindaca, che continuano a prospettare scenari ottimistici e a parlare di una chiusura dei lavori prevista per giugno 2026. Viene ribadito che i controlli sarebbero quotidiani e che esisterebbe un costante contatto con la Città Metropolitana.
Eppure, ciò che vediamo con i nostri occhi racconta una realtà ben diversa: lavori che non avanzano, assenze prolungate di attività, mancanza di segnali concreti di un cantiere realmente operativo.
Si afferma inoltre che “La sindaca di Cerveteri, Elena Gubetti, ha promesso vigilanza sul completamento delle opere.” Una dichiarazione che, alla luce dei fatti, rischia di suonare come l’ennesima promessa non verificabile, lontana dall’esperienza quotidiana di chi vive il territorio.

Questa distanza tra comunicazione istituzionale e realtà percepita rappresenta una ferita nel rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione.
Non si tratta soltanto di un’opera pubblica in ritardo: si tratta del rispetto per la verità, per l’intelligenza dei cittadini e per il corretto utilizzo dei fondi pubblici.
Molti di noi non chiedono miracoli, né annunci. Chiedono trasparenza, chiarezza, responsabilità.
Chiedono di conoscere lo stato reale dei lavori, le eventuali criticità, i tempi effettivi e le cause dei ritardi. Chiedono, soprattutto, di non essere più presi in giro.

Il silenzio o le rassicurazioni non supportate da fatti concreti non aiutano a ricostruire fiducia. Al contrario, alimentano sfiducia e disillusione.
Per questo, rivolgiamo un appello a chi ha responsabilità pubbliche: ristabilire un rapporto onesto con i cittadini, fondato sui fatti e non sulle dichiarazioni. Perché il rispetto non si annuncia, si dimostra.>>
Lettera firmata
Riceviamo e pubblichiamo.
