Enel, l’opposizione ricorda la mozione bocciata nel 2025: “Ora servono bonifiche, controlli e un futuro per il territorio”

Nell’ultimo Consiglio comunale di Tolfa sono intervenuta sulla questione della centrale Enel, anche alla luce dei Consigli comunali congiunti che si sono svolti la scorsa settimana a Civitavecchia e dell’approvazione all’unanimità della mozione proposta dal Comune di Civitavecchia.
Purtroppo non ho potuto partecipare personalmente a quei lavori per motivi personali, ma ho seguito quanto avvenuto e ho ritenuto importante intervenire in Consiglio per fare una riflessione sulla posizione assunta oggi dalla maggioranza di Tolfa.
Ho sottolineato come, leggendo anche il comunicato della sindaca Stefania Bentivoglio, emerga quello che può essere definito un significativo cambio di passo. O, a seconda dei punti di vista, una discreta giravolta politica.
Oggi si parla di decommissioning responsabile, di controlli sull’impianto, di verifiche sui possibili danni ambientali, della disponibilità delle aree e soprattutto della necessità che il territorio non venga lasciato solo davanti alla fine della lunga storia industriale della centrale.
Sono richieste che condivido pienamente. Anzi, sono sacrosante. Il punto che ho posto in Consiglio, però, è molto semplice: alcune di queste cose le dicevamo già mesi fa.
A settembre 2025, come gruppo di opposizione, presentammo una mozione molto chiara: no alla proroga del carbone, chiusura della centrale e avvio di un percorso di smantellamento e riconversione.

Lo facevamo proprio per evitare che il territorio rimanesse ostaggio dell’ennesima proroga e per mettere al centro ambiente, lavoro e futuro industriale.
Quella mozione fu bocciata dalla maggioranza di Tolfa. Oggi, invece, ci ritroviamo a parlare di molte delle stesse questioni che allora ponevamo all’attenzione del Consiglio comunale.
Ed è da qui che nasce la domanda che ho posto durante il mio intervento: che cosa è cambiato? È cambiata la realtà o è cambiata la posizione politica?
Perché noi, nel frattempo, non abbiamo cambiato idea. Quando chiedevamo di non concedere altro tempo al carbone, lo facevamo perché sapevamo che prima o poi saremmo arrivati al punto in cui siamo oggi:
la centrale chiude, Enel si disimpegna e il territorio deve pretendere di non essere semplicemente lasciato con un enorme sito industriale da smantellare e una lunga lista di conseguenze da gestire.
Oggi finalmente sembra esserci una posizione comune sulla necessità di controllare il processo, verificare le condizioni ambientali, pretendere bonifiche adeguate e fare in modo che quelle aree tornino nella disponibilità del territorio,
senza che siano i cittadini a dover pagare il conto di un’area industriale che deve essere restituita bonificata e pronta per un nuovo futuro.

Ed è un fatto positivo. Ma la politica ha anche una memoria. Per questo, nel mio intervento, ho sottolineato quanto sarebbe interessante rileggere i verbali di quei Consigli comunali e confrontarli con i comunicati di oggi.
Non per fare la gara a chi aveva ragione — anche se gli atti, qualche volta, aiutano parecchio a ricordarlo — ma perché sulle questioni importanti sarebbe bello che un cambio di posizione fosse accompagnato almeno da una spiegazione.
Cambiare idea non è un peccato. Far finta di non averla mai cambiata, invece, è un esercizio molto più complicato.
La nostra posizione continua a essere la stessa: sulla centrale non servono più slogan né passerelle istituzionali. Servono tempi certi, controlli veri, bonifiche, tutela del lavoro e soprattutto una strategia seria per il dopo.
Se oggi finalmente siamo tutti d’accordo su questo, tanto meglio. Peccato solo che, per arrivarci, qualcuno abbia avuto bisogno di fare un giro un po’ più lungo.
E, per restare in tema Guccini, ho concluso il mio intervento con una frase che credo riassuma bene anche questa vicenda:
«Bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà».
Sharon Carminelli Consigliera comunale Tolfa
Riceviamo e pubblichiamo.

