Lungo Lago Bracciano
Lungolago Argenti, Regione, Parco e Soprintendenza mettono nero su bianco le criticità segnalate da Fratelli d’Italia

Riceviamo e pubblichiamo un lungo comunicato stampa di Fratelli d’Italia di Bracciano, che scrive:
“Per anni ci hanno accusato di voler ostacolare i lavori. Oggi Regione, Parco e Soprintendenza mettono nero su bianco criticità che avevamo segnalato. Adesso la maggioranza spieghi ai cittadini cosa è accaduto”.
Sul progetto di rigenerazione del Lungolago G. Argenti e sulla variante urbanistica relativa alla rimodulazione delle aree destinate a parcheggio emerge un nuovo e importante elemento che conferma la fondatezza delle questioni sollevate in questi mesi da Fratelli d’Italia.
A seguito della richiesta di accesso agli atti presentata dal Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale Armando Tondinelli, il Direttore del Parco Regionale Naturale Bracciano-Martignano ha chiarito che, in presenza degli ulteriori vincoli ambientali relativi alla Rete Natura 2000,
il Responsabile del Procedimento della Conferenza dei Servizi era “obbligato de iure” a convocare sia l’Ente Parco sia la competente struttura della Regione Lazio per la biodiversità.
Un’affermazione estremamente significativa, soprattutto se letta insieme alla risposta già fornita dalla Regione Lazio.
La struttura regionale competente per la Valutazione di Incidenza ha infatti comunicato ufficialmente che, a seguito di verifica amministrativa, non risulta pervenuta alcuna istanza VINCA relativa alla variante del Lungolago Argenti.

Eppure la questione ambientale non nasce oggi. Già nel 2024 la Regione Lazio aveva evidenziato che gli interventi risultavano in prossimità della ZSC “Lago di Bracciano” e della ZPS “Comprensorio Bracciano-Martignano”.
Ancora più chiaramente, il Parco, nella sua qualità di soggetto gestore dei siti Natura 2000, aveva dichiarato di non poter escludere potenziali interferenze sui valori ambientali tutelati, evidenziando come non fosse possibile escludere a priori interferenze significative sui siti della Rete Natura 2000.
La Regione aveva quindi chiesto al Comune di Bracciano e al Parco di trasmettere la documentazione tecnica e amministrativa necessaria per valutare l’eventuale incidenza indiretta degli interventi sui siti tutelati.
A questo punto le domande sono inevitabili: perché il Parco e la struttura regionale competente non sono stati convocati alla Conferenza dei Servizi? Perché non risulta presentata alcuna istanza VINCA? Chi ha ritenuto che si potesse procedere in questo modo?
E come se non bastasse, alle questioni relative alla VINCA si aggiungono le pesanti criticità recentemente messe nero su bianco anche dalla Soprintendenza sul caso dei parcheggi di via degli Orti.
Dopo specifici sopralluoghi, la Soprintendenza ha infatti rilevato che il parcheggio P2 risulta realizzato in assenza di titolo paesaggistico abilitativo, richiamando la non conformità dell’opera rispetto alle norme del PTPR Lazio.

Per il parcheggio P1 ha invece accertato che i lavori sono stati eseguiti prima del perfezionamento del titolo paesaggistico, rilevando inoltre difformità rispetto a quanto autorizzato e criticità sotto il profilo della tutela archeologica.
Un ulteriore elemento che rende ancora più urgente una domanda: davvero, come ci è stato ripetuto per anni, andava tutto bene? Ma oltre agli aspetti amministrativi esiste una responsabilità politica sulla quale è arrivato il momento di fare chiarezza.
Il Sindaco, l’Assessore ai Lavori Pubblici, il Presidente del Consiglio comunale e, più in generale, l’intera maggioranza – con l’eccezione dei consiglieri Ambrogi e Leoni –
hanno sempre sostenuto e rassicurato sulla correttezza dell’iter e sulla bontà del lavoro svolto dagli uffici, a partire dalla Responsabile dell’Area Urbanistica, arch. Livia Braghetta.
Quando Fratelli d’Italia sollevava dubbi, presentava atti e chiedeva verifiche, la risposta politica era sostanzialmente sempre la stessa: andava tutto bene e l’opposizione cercava soltanto di ostacolare i lavori.
Oggi quelle rassicurazioni devono fare i conti con quanto scritto, nero su bianco, dalla Regione Lazio, dal Parco e dalla Soprintendenza.

C’è poi un elemento che rende ancora meno comprensibile l’atteggiamento tenuto: l’Assessore ai Lavori Pubblici e il Presidente del Consiglio comunale sono entrambi avvocati.
Proprio per la loro formazione professionale avrebbero avuto tutti gli strumenti per leggere le norme, approfondire le questioni sollevate dall’opposizione e verificare personalmente se le rassicurazioni sulla correttezza della procedura fossero realmente fondate.
Forse sarebbe bastato leggere con maggiore attenzione le norme e prendere sul serio le nostre contestazioni.
E allora una domanda va rivolta anche a quella parte della maggioranza che in questi anni ha sostenuto senza esitazioni l’operato dell’Amministrazione: alla luce dei documenti della Regione Lazio, del Parco e della
Soprintendenza, siete ancora convinti che andasse tutto bene? Fratelli d’Italia continuerà a pretendere trasparenza, rispetto delle regole e tutela del Lago di Bracciano.
La nostra non è mai stata una battaglia contro la riqualificazione del Lungolago.

E c’è un fatto che dovrebbe bastare da solo a smentire definitivamente questa narrazione: il finanziamento che ha consentito di realizzare l’intervento fu ottenuto quando l’attuale Capogruppo di Fratelli d’Italia Armando Tondinelli era Sindaco di Bracciano.
È quindi paradossale sostenere che chi ha contribuito a portare a Bracciano le risorse necessarie per realizzare quest’opera abbia poi voluto ostacolarla o impedirne la realizzazione.
Noi quell’opera avremmo voluto vederla realizzata, e bene, nel pieno rispetto della legge, dell’ambiente, degli esercenti e dei cittadini di Bracciano e nell’esclusivo interesse della comunità.
Per troppo tempo, invece di rispondere nel merito alle nostre contestazioni, è stata raccontata la comoda storiella di un’opposizione che avrebbe voluto ostacolare o bloccare i lavori.
Una narrazione che, a nostro giudizio, è servita soprattutto a spostare l’attenzione dalle responsabilità dell’Amministrazione, dalle criticità che oggi emergono dagli atti e dai ritardi di un’opera i cui lavori si sono protratti per oltre tre anni.

Noi non abbiamo mai voluto fermare il Lungolago.
Abbiamo chiesto che venisse realizzato rispettando la legge, tutelando l’ambiente, ascoltando gli esercenti e rispettando i cittadini, senza lasciare spazio a interessi diversi da quello pubblico.
Oggi, davanti agli atti ufficiali della Regione Lazio, del Parco e della Soprintendenza, la storiella dell’opposizione che ostacolava i lavori non basta più.
È arrivato il momento delle risposte. Ed è arrivato il momento che ciascuno si assuma le proprie responsabilità politiche davanti ai cittadini di Bracciano.
Comunicato stampa Fratelli d’Italia – Bracciano
Riceviamo e pubblichiamo.

