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Incidente sulla Braccianese di ieri 18 febbraio; traffico deviato sulle strade secondarie, ma il post Facebook avverte sui rischi di Pisciarelli.

L’incidente sulla Braccianese delle ore 16 del 18 febbraio, tra Bracciano e Manziana, ha riacceso immediatamente un sentimento diffuso tra i cittadini: la preoccupazione per le deviazioni improvvisate e per la fragilità delle strade alternative.
Nelle ore successive, infatti, molti automobilisti hanno segnalato il riversarsi del traffico verso trade alternative riportando disagi e timori legati alla sicurezza del percorso.

I commenti, condivisi parlavano di “trappola” e invitavano gli automobilisti a non percorrere quella via alternativa. Secondo quanto scritto, la strade sarebbero state poco agibili, in parte sterrate e già interessate da cedimenti e frane.
Inoltre il volume improvviso di veicoli avrebbe creato un imbuto, con auto ferme e difficoltà a procedere in entrambe le direzioni.
Il punto non è solo lo sfogo social. Il nodo riguarda la fragilità della viabilità secondaria quando la Braccianese si blocca. La provinciale 493 rappresenta infatti l’asse principale tra Bracciano e Manziana. Quando si verifica un incidente sulla Braccianese, le alternative sono limitate e spesso non strutturate per sostenere traffico intenso.

Nel tempo il tratto tra Bracciano e Manziana ha registrato diversi episodi gravi, alcuni dei quali hanno segnato profondamente la comunità locale.
Si sono verificati incidenti mortali, sinistri con feriti gravi e interventi di elisoccorso, oltre a scontri che hanno coinvolto autobus di linea e mezzi pesanti.
Il quadro che emerge non riguarda solo il singolo evento, ma una fragilità ricorrente. Ogni volta che la Braccianese si interrompe, il traffico si riversa sulle strade poderali o secondarie, spesso non progettate per sostenere flussi intensi.

Si tratta di carreggiate strette, con fondo irregolare, scarsa illuminazione e margini ridotti di sicurezza.
Inoltre manca un sistema di deviazione strutturato e comunicato in tempo reale ai cittadini. Così l’emergenza non resta confinata al punto dell’impatto, ma si estende a tutto il territorio circostante, trasformando una criticità stradale in un problema di sistema.
I post social intercettano quindi una percezione diffusa. Non introducono il fatto dell’incidente, già noto, ma evidenzia la gestione del dopo. E cioè cosa accade quando centinaia di auto cercano una via alternativa senza indicazioni ufficiali.

Il tema diventa infrastrutturale e sociale insieme. Perché ogni incidente sulla Braccianese non genera solo un problema di traffico. Mette in luce la dipendenza del territorio da un’unica arteria e l’assenza di percorsi sicuri alternativi.
La sicurezza stradale non riguarda solo la dinamica dello scontro. Riguarda anche la qualità delle deviazioni, la manutenzione delle strade secondarie e la capacità di informare in modo tempestivo.
Forse è su questo che il territorio dovrebbe aprire una riflessione condivisa, al di là dell’emergenza del momento.
Dino Tropea Talk City.it Bracciano
Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: Lasciato Indietro (Armando Editore), Ombre e Luci di un Cammino (Laura Capone Editore) e Il regno sommerso di Coralyn (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, intreccia narrativa, poesia e riflessione sociale, con un’attenzione particolare ai temi della resilienza, della memoria e della speranza.
Oltre all’attività letteraria, è redattore per Mondospettacolo.com e TalkCity.it, dove racconta eventi, musica, teatro e cultura con uno stile coinvolgente e appassionato. Cura progetti editoriali come curatore letterario e conduce programmi radiofonici che danno voce a storie di rinascita, arte e impegno sociale.
Per conoscere meglio il suo percorso, leggere i suoi articoli e seguire le sue attività, è possibile visitare dinotropea.it, punto di accesso ai suoi profili social ufficiali.