Il diplomatico Staffan de Mistura ad Attualitalk ricorda l’amico e collega: «Un gentiluomo, una persona di cui potevo fidarmi sempre»
A soli due giorni dalla morte di Andrea Angeli, Staffan de Mistura avrebbe dovuto incontrarlo a Roma per una delle loro consuete cene tra amici.
Da questo ricordo personale è partita la riflessione dell’Ambasciatore durante Attualitalk, dedicata alla figura di un uomo che per oltre trent’anni ha lavorato nei principali scenari di crisi internazionale.
Cile, Namibia, Cambogia, Timor Est, Sarajevo, Kosovo, Iraq, Afghanistan: Angeli ha operato nelle missioni di ONU, Unione Europea, OSCE e NATO come funzionario civile, portavoce e consigliere politico.
Per de Mistura era «un gentiluomo, un amico e un collega», capace di conquistare la fiducia delle persone anche nelle situazioni più difficili.
Una presenza discreta, autorevole, lontana dai riflettori: una vera “eminenza grigia” della diplomazia, capace di intervenire con una parola al momento giusto.

Angeli è stato un peacekeeper senza uniforme.
Non soltanto militari, ma anche diplomatici, funzionari e mediatori contribuiscono infatti alle missioni di pace: il loro compito è proteggere i civili, favorire il dialogo, ricostruire la fiducia e creare le condizioni perché la politica possa sostituire le armi.
Il ricordo di Angeli diventa così anche una riflessione sul difficile ruolo del peacekeeping nei conflitti contemporanei, quando spesso le tregue vengono violate e la volontà politica di costruire la pace appare insufficiente.
Durante i funerali, padre Mariano Asunis ha sintetizzato l’eredità di Angeli con una frase: «La pace non era una meta, ma un modo di abitare il mondo».
Una lezione che, secondo de Mistura, deve essere raccolta soprattutto dalle nuove generazioni: continuare a lavorare per la pace con competenza, coraggio e umanità.
La cravatta che Angeli portava con sé anche nelle missioni più pericolose, sotto il giubbotto antiproiettile, resta il simbolo della sua filosofia: attraversare la violenza senza permettere alla violenza di cambiare ciò che siamo.
Maria Laura Platania. TalkCity.it Redazione

