
Performance sanitarie in crescita, ma resta forte il divario tra le Regioni e i cittadini percepiscono pochi miglioramenti

Il Veneto si conferma la Regione con la migliore performance sanitaria d’Italia, mentre la Calabria resta in fondo alla classifica.
È quanto emerge dal XIV Rapporto sulle Performance Regionali del Sistema Sanitario Italiano, realizzato dal C.R.E.A. Sanità (Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità) e presentato a Roma,
che fotografa lo stato di salute del Servizio sanitario nazionale attraverso un’analisi delle opportunità di tutela della salute offerte nelle diverse Regioni.
Nel 2025 l’indice medio di performance nazionale raggiunge il 46,1% del valore massimo teorico, in crescita rispetto al 43,4% registrato nel 2019.
Un miglioramento che interessa tutte le Regioni italiane, ma che non basta ancora a colmare il forte divario territoriale: circa un terzo delle amministrazioni regionali resta infatti sotto il 40% della performance massima.
A guidare la classifica è il Veneto con il 64% della performance teorica, seguito dalla Provincia autonoma di Trento con il 62%.

Tra le Regioni più virtuose figurano anche Toscana, Friuli Venezia Giulia, Marche e Provincia autonoma di Bolzano.
Nella fascia intermedia si collocano Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte, Sardegna, Lombardia, Lazio, Abruzzo e Umbria, mentre chiudono la graduatoria Puglia, Basilicata, Campania, Valle d’Aosta, Sicilia, Molise e Calabria.
Secondo il panel di 114 stakeholder coinvolti nella ricerca, le dimensioni che incidono maggiormente sulla performance del sistema sanitario sono gli esiti delle cure (31,2%) e l’appropriatezza delle prestazioni (27,5%).
Seguono la sostenibilità economico-finanziaria, gli aspetti sociali, l’equità e l’innovazione. Dopo alcuni anni torna ad aumentare il peso attribuito agli esiti clinici e all’appropriatezza, segnale di una crescente attenzione verso la capacità del sistema sanitario di garantire servizi efficaci e universali.
Tra gli elementi più critici emerge ancora una volta l’integrazione sociosanitaria. L’assistenza domiciliare, la presa in carico degli anziani non autosufficienti e i servizi di long-term care continuano a rappresentare i punti più deboli del sistema, nonostante i progressi registrati negli ultimi anni.
Il rapporto evidenzia anche come tutte le Regioni abbiano migliorato la propria performance, soprattutto quelle che partivano da livelli più bassi.

L’incremento più significativo è stato registrato dalla Toscana, seguita da Calabria, Veneto e Provincia autonoma di Trento.
Centro e Mezzogiorno hanno mostrato una crescita mediamente superiore rispetto al Nord, contribuendo a ridurre, almeno in parte, le disuguaglianze territoriali.
Accanto ai dati oggettivi, C.R.E.A. Sanità ha analizzato anche la percezione dei cittadini. Ed è proprio qui che emerge una delle principali criticità.
Nonostante il miglioramento della performance complessiva del sistema, solo una quota compresa tra l’8,6% e il 25,9% degli italiani ritiene che i servizi sanitari siano realmente migliorati negli ultimi anni.
Abruzzo e Molise sono le Regioni in cui i cittadini percepiscono maggiormente i progressi, seguite da Lombardia, Veneto e Umbria.
All’estremo opposto si trovano il Trentino-Alto Adige, la Sardegna e il Friuli Venezia Giulia, dove la percezione dei miglioramenti è decisamente più contenuta.

La sensazione di un servizio sanitario più efficiente riguarda soprattutto ambiti consolidati come la prevenzione e l’accesso ai farmaci, mentre resta molto bassa per l’assistenza domiciliare, le strutture residenziali e i servizi destinati alle persone non autosufficienti.
Proprio queste aree continuano a rappresentare la sfida principale per il Servizio sanitario nazionale.
Il rapporto individua anche le priorità per il futuro. Al Nord sarà necessario rafforzare l’assistenza domiciliare e residenziale, investire nella prevenzione e migliorare il rapporto con il medico di medicina generale.
Nel Centro l’attenzione dovrà concentrarsi soprattutto sulla non autosufficienza e sull’assistenza a domicilio, mentre nel Sud e nelle Isole, nonostante alcuni segnali di miglioramento, restano diffuse criticità nei servizi territoriali.
Il XIV Rapporto sulle Performance Regionali conferma dunque che il sistema sanitario italiano è in lenta crescita, ma evidenzia anche come la performance non sia ancora percepita dai cittadini nella stessa misura in cui viene rilevata dagli indicatori.
Ridurre le disuguaglianze territoriali, rafforzare l’assistenza territoriale e rendere più visibili i risultati raggiunti rappresentano le sfide decisive per garantire un servizio sanitario sempre più efficace, equo e vicino ai bisogni di una popolazione che invecchia rapidamente.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione








