Nel comunicato stampa a firma del Presidente del comitato Salvaguardiamo Lungolago Argenti: “P1 e P2: opere senza i necessari titoli paesaggistici e archeologici”

<<Nuovi problemi per la Giunta Crocicchi e una pesante tegola sull’intervento del Lungolago Argenti. Questa volta a mettere in difficoltà l’Amministrazione non sono soltanto le polemiche politiche,
ma gli esiti degli accertamenti effettuati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dopo le segnalazioni riguardanti i parcheggi P1 e P2 di via degli Orti.
Una vicenda partita dal basso, attraverso segnalazioni e richieste di verifica, e che oggi assume tutt’altro peso dopo i sopralluoghi degli organi competenti.
Il documento ministeriale ricostruisce infatti le segnalazioni pervenute a partire dal 25 maggio 2026 e quelle successive, fino ai sopralluoghi dell’11 giugno e del 7 luglio 2026.
A quest’ultimo hanno partecipato, oltre ai tecnici della Soprintendenza, anche i Carabinieri Forestali del Nucleo di Manziana, il Sindaco e i tecnici dell’Amministrazione comunale.
Le segnalazioni trovano riscontro. È probabilmente questo uno degli aspetti politicamente più significativi dell’intera vicenda.

Quelle che inizialmente potevano apparire come contestazioni provenienti da cittadini e soggetti del territorio hanno determinato verifiche ufficiali che hanno portato la Soprintendenza a mettere nero su bianco una serie di criticità.
E le conclusioni, soprattutto per il parcheggio P2, sono pesanti.
La Soprintendenza afferma infatti che P2 risulta realizzato in assenza di titolo paesaggistico abilitativo, ricordando che l’autorizzazione era stata precedentemente negata e rilevando la non conformità dell’opera alle Norme del PTPR Lazio. Il documento arriva inoltre a definirlo non autorizzabile ai sensi dell’articolo 146 del D.Lgs. 42/2004.
Una conclusione che apre inevitabilmente un nuovo problema per la Giunta Crocicchi: come è stato possibile arrivare alla realizzazione di quelle opere?
Non solo paesaggio: emerge il problema archeologico. La questione diventa ancora più delicata quando si passa alla tutela archeologica.
La Soprintendenza rileva che le opere hanno comportato scavi e movimentazioni di terra in un’area tutelata e a forte rischio archeologico.
Per P2 il documento parla espressamente di interventi realizzati in totale assenza del nulla osta archeologico e in assenza delle previste forme di tutela archeologica. Non si tratta dunque soltanto di una questione burocratica o formale.

Gli accertamenti investono direttamente un’area sottoposta a specifiche tutele e pongono interrogativi sulla gestione dei lavori e sui controlli effettuati durante la loro esecuzione.
P1, un’altra criticità. Se P2 rappresenta il caso più netto, neppure la situazione del parcheggio P1 lascia tranquilla l’Amministrazione. La Soprintendenza accerta che P1 è stato realizzato prima del perfezionamento del titolo paesaggistico abilitativo.
Il sopralluogo che constata l’esistenza delle opere è del 7 luglio, mentre la determina definitiva del Comune richiamata nell’atto è datata 22 luglio 2026.
Inoltre, secondo la Soprintendenza, quanto realizzato presenta difformità rispetto a quanto autorizzato: negli elaborati progettuali non risultavano alcune opere successivamente riscontrate, tra cui barra, recinzione e impianto di illuminazione su pali, mentre risultavano assenti le previste mitigazioni arboree.
Anche qui ritorna il problema archeologico: scavi e movimentazioni di terra sarebbero stati effettuati in area tutelata e a forte rischio archeologico senza il necessario nulla osta.
Una tegola politica sul Lungolago Argenti. Per la Giunta Crocicchi la questione assume inevitabilmente anche una dimensione politica.
Il progetto del Lungolago Argenti è uno degli interventi più visibili sul territorio e il documento della Soprintendenza apre ora interrogativi ai quali difficilmente sarà possibile rispondere limitandosi a considerare la vicenda una polemica tra maggioranza, opposizione e cittadini. Gli accertamenti sono ormai contenuti in un atto ufficiale.
Le domande diventano quindi precise: chi ha consentito l’esecuzione delle opere? Quali verifiche sono state effettuate prima e durante i lavori? Perché P2 è stato realizzato se, secondo la Soprintendenza, era privo del titolo paesaggistico?

Perché P1 risultava già realizzato prima del perfezionamento del relativo titolo? E chi avrebbe dovuto verificare preventivamente la presenza dei necessari presupposti archeologici?
Sono interrogativi politici e amministrativi che il documento, da solo, non consente di risolvere e sui quali sarà ora necessario attendere le risposte degli organi competenti. E adesso cosa succede a P1 e P2? C’è infine il problema più immediato: cosa accadrà materialmente ai due parcheggi?
Per P1 la stessa Soprintendenza prospetta la possibilità del procedimento previsto dall’articolo 167 del Codice dei beni culturali e del paesaggio oppure, qualora ne ricorrano le condizioni, l’ordine di rimessione in pristino.
Resta poi da conoscere quali iniziative siano state assunte dagli altri organi presenti al sopralluogo del 7 luglio e quali determinazioni adotterà il Comune dopo aver ricevuto gli accertamenti ministeriali.
Una cosa, però, appare ormai evidente: le segnalazioni sul Lungolago Argenti non sono rimaste lettera morta. Hanno provocato sopralluoghi, verifiche e infine un documento della Soprintendenza che certifica criticità importanti.
Per la Giunta Crocicchi è una nuova e pesante tegola politica sull’intervento del Lungolago Argenti. E adesso, dopo gli accertamenti, la partita si sposta sulle responsabilità, sui controlli effettuati e soprattutto sui provvedimenti che dovranno seguire.>>
Presidente “Salvaguardiamo Lungolago Argenti” dott. Mario Criscuolo
Riceviamo e pubblichiamo.

