La premier attacca quella che definisce una forma di “razzismo culturale”: «Perché metà degli italiani deve essere considerata figlia di un Dio minore?». Nel mirino le reazioni all’ipotesi di un presidente della Repubblica indicato dal centrodestra.
Giorgia Meloni alza il tono dello scontro politico sul futuro del Quirinale e denuncia quello che definisce un vero e proprio «razzismo culturale» da parte della sinistra.
La presidente del Consiglio contesta l’idea che il prossimo presidente della Repubblica debba necessariamente provenire dall’area progressista e rivendica la piena legittimità del centrodestra di concorrere alla scelta del futuro Capo dello Stato.

«Ma chi lo ha detto che per essere un ottimo presidente della Repubblica si debba per forza venire dal centrosinistra?», si domanda Giorgia Meloni in un’intervista contenuta nel nuovo libro di Bruno Vespa, Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein, in uscita per Mondadori-Rai Libri.
La premier parla di un atteggiamento «insopportabile», per il quale «una parte degli italiani, su per giù la metà o più, debba sempre essere considerata figlia di un dio minore».

Meloni non risparmia neppure una stoccata a chi, a suo giudizio, considera le istituzioni quasi una proprietà esclusiva della sinistra: «Le crisi isteriche che vengono alla sinistra ogni volta che si adombra la possibilità che, la prossima volta, possa essere una maggioranza di centrodestra a indicare il presidente della Repubblica la dice lunghissima sulla concezione proprietaria che hanno delle istituzioni».
Parole che riportano al centro del dibattito politico la partita per il Quirinale e il ruolo delle maggioranze parlamentari nella scelta del successore dell’attuale presidente.
Una questione che, pur guardando alla prossima elezione, accende già il confronto tra maggioranza e opposizione.
TalkCity.it Redazione
