Comune e Parco archeologico di Ostia antica firmano un protocollo per valorizzare il patrimonio storico del territorio. Baccini: «Trasformare questa straordinaria eredità in una risorsa sempre più conosciuta e vissuta»
Ieri Porta di Roma attraverso i grandi Porti imperiali, oggi Porta d’Italia grazie all’aeroporto Leonardo da Vinci. È il filo che unisce duemila anni di storia di Fiumicino e che ha fatto da sfondo alla firma del nuovo protocollo d’intesa tra il Comune e il Parco archeologico di Ostia antica.
L’accordo è stato sottoscritto dal sindaco Mario Baccini e dal direttore del Parco archeologico Alessandro D’Alessio, nell’Area archeologica dei Porti di Claudio e di Traiano, durante il convegno “Aspettando le GEP”, appuntamento che ha aperto sul territorio il programma delle Giornate Europee del Patrimonio 2026.

L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra le due istituzioni per promuovere la conoscenza e la valorizzazione di un patrimonio archeologico di eccezionale importanza: dai Porti imperiali di Claudio e Traiano alla Necropoli di Porto all’Isola Sacra, passando per il Museo delle Navi e la Basilica Paleocristiana.
Alla firma hanno assistito anche alcune classi della scuola secondaria di primo grado G.B. Grassi di Parco Leonardo, coinvolte in una giornata dedicata alla scoperta della storia del territorio.
«Duemila anni fa l’imperatore Claudio non concepì questo territorio come una periferia di Roma: Portus era la Porta di Roma», ha ricordato Baccini.

«Oggi quella vocazione è ancora profondamente presente nell’identità di Fiumicino, considerata la Porta d’Italia. Cambiano i mezzi e le infrastrutture, ma rimane la centralità di questo territorio: ieri attraverso i porti imperiali, oggi con l’Aeroporto Leonardo da Vinci».
Il protocollo punta quindi a creare un legame ancora più stretto tra archeologia, identità e sviluppo del territorio, facendo sì che un patrimonio millenario non rimanga soltanto qualcosa da conservare, ma diventi sempre più una risorsa culturale da conoscere e vivere.
Un percorso che parte anche dalle nuove generazioni. «Conoscere la storia dei luoghi in cui si vive – ha sottolineato il sindaco – è il primo passo per comprenderne il valore e prendersene cura».
Corrado Orfini. TalkCity.it Redazione
