La Blue Economy italiana vale 225 miliardi e dà lavoro a 1,13 milioni di persone. SACE: oltre 250mila imprese legate all’economia del mare. Il Lazio tra le regioni a maggiore vocazione “blu”
Il mare non è soltanto turismo, ambiente e identità: è sempre di più lavoro, impresa e sviluppo. A confermarlo sono i numeri della Blue Economy italiana, che conta oltre 250mila imprese e 1,13 milioni di occupati.
Secondo il Focus “Blue Economy e Nautica” di SACE, diffuso in vista del Salone Nautico di Genova, le attività direttamente collegate al mare producono 80 miliardi di euro di valore aggiunto.
Considerando però tutto l’indotto generato, il valore sale a 225 miliardi, pari all’11,4% dell’intera economia italiana.
Un settore che corre anche più velocemente del resto del Paese: la crescita registrata è del 3,8%, contro il 2,1% del dato nazionale.

Dentro la Blue Economy c’è un universo molto più ampio di quanto si possa immaginare: porti e logistica, cantieristica e nautica, turismo, pesca, sport, tecnologie ambientali, ma anche energia, costruzioni, digitale, ricerca, formazione, finanza e consulenza.
Particolarmente significativo il cosiddetto effetto moltiplicatore: per ogni euro prodotto direttamente dall’economia del mare se ne generano altri 1,8 nel resto del sistema economico.
Il mare rappresenta inoltre una leva occupazionale fondamentale per i territori. Il Mezzogiorno concentra quasi il 40% degli occupati della Blue Economy e circa il 34% del valore aggiunto nazionale del settore.
Tra le regioni nelle quali l’economia blu presenta una maggiore concentrazione figura anche il Lazio, insieme a Liguria, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Campania e Sicilia.

Un dato particolarmente interessante per una regione che può contare su realtà strategiche come Civitavecchia, Fiumicino e il litorale romano, dove portualità, nautica, turismo, pesca, logistica e servizi rappresentano già oggi un’importante componente dell’economia territoriale.
I numeri di SACE restituiscono dunque un messaggio piuttosto chiaro: investire sul mare significa investire anche sull’occupazione.
E per un Paese con oltre 8mila chilometri di coste, la Blue Economy appare sempre più come una delle grandi filiere sulle quali costruire sviluppo e nuovi posti di lavoro.
TalkCity.it Redazione
