Il sindaco guarda al futuro e apre al secondo mandato. Durante la presentazione del libro “Dentro il potere”, Baccini indica la strada: allargare il perimetro della maggioranza e costruire una classe dirigente plurale
Mario Baccini apre alla possibilità di una ricandidatura alla guida del Comune di Fiumicino, ma mette un punto fermo: prima del nome viene il progetto per la città.
È questo il messaggio politico emerso durante l’incontro pubblico organizzato a Fiumicino per la presentazione del suo libro “Dentro il potere”.

Sollecitato sul proprio futuro politico, il sindaco ha dichiarato la propria disponibilità a correre per un secondo mandato, sottolineando però che la scelta dovrà arrivare al termine di un percorso condiviso.
«Sulla possibilità di una mia ricandidatura sono disponibile. Ma credo che il tema venga ancora prima del nome del candidato», ha spiegato Baccini, indicando nei prossimi mesi il periodo nel quale lavorare alla costruzione di un progetto più ampio per Fiumicino.
Una prospettiva che, nelle intenzioni del sindaco, non dovrebbe limitarsi alle forze politiche che oggi compongono la maggioranza.
L’obiettivo è infatti quello di allargare il confronto ai mondi civici, professionali, produttivi e sociali, coinvolgendo anche quelle componenti della città che in passato hanno fatto scelte politiche differenti.

«In questo anno dobbiamo lavorare per consolidare un progetto per Fiumicino e far crescere una classe dirigente plurale, capace di interpretare il futuro di una città complessa, composta da 15 località e con enormi potenzialità di sviluppo», ha affermato.
Baccini sembra quindi voler impostare la partita delle prossime amministrative non come una semplice conferma dell’attuale coalizione, ma come la costruzione di un nuovo perimetro politico e civico, più largo rispetto a quello che lo ha sostenuto alle ultime elezioni.
«Vorrei che questo progetto riuscisse a coinvolgere non soltanto le forze che oggi sostengono la maggioranza, ma anche mondi civici, professionali, produttivi e sociali e aree della città che in passato non ci hanno votato, ma che possono riconoscersi in una visione comune del futuro di Fiumicino».
Un passaggio nel quale il sindaco ha insistito sul concetto di una classe dirigente più ampia: «Non si tratta di annullare le differenze, ma di costruire una classe dirigente più ampia intorno agli interessi della città».

La decisione sulla candidatura, dunque, non viene ancora considerata formalmente aperta.
Baccini rimanda la scelta a circa un anno, quando saranno gli alleati e le forze che avranno condiviso il percorso a valutare quale possa essere il nome più rappresentativo dell’area.
«Saranno gli alleati e tutte le forze che condivideranno questo percorso a valutare insieme se io sarò il candidato migliore per rappresentare questa area. La mia disponibilità c’è, così come c’è la volontà di portare a compimento il lavoro avviato».
Nel finale del suo intervento, Baccini ha anche delineato quella che considera la propria idea di città: una Fiumicino orientata allo sviluppo e alle opportunità, capace di dire sì a infrastrutture, investimenti e nuove occasioni di crescita, mantenendo però il rispetto del territorio e dell’interesse pubblico.

«Il progetto che mi interessa è costruire una Fiumicino che scelga la strategia del “sì”: sì allo sviluppo, alle infrastrutture, agli investimenti e alle opportunità, naturalmente nel rispetto del territorio e dell’interesse pubblico».
Una visione che il sindaco ha contrapposto a una politica costruita sulla contrapposizione: «Una città che costruisca qualcosa e non viva politicamente contro qualcuno».
E proprio su questo Baccini ha posto l’ultima sottolineatura, probabilmente la più significativa in chiave politica: il progetto dovrà essere più grande della persona che oggi guida l’amministrazione.
«Questo progetto deve essere più grande della mia persona e deve poter continuare a crescere indipendentemente da quello che sarà il mio ruolo».
Una dichiarazione che, di fatto, lascia aperta la porta alla ricandidatura ma allo stesso tempo sposta il baricentro della discussione dal futuro personale del sindaco al futuro politico e amministrativo di Fiumicino.
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