Dai territori le proposte per costruire il Lazio di domani e allargare la Casa Riformista
Ripartire dai territori, dai loro problemi ma soprattutto dalle idee e dalle proposte di chi ogni giorno li vive e li rappresenta. È stato questo il filo conduttore della seconda e ultima giornata de “Il Lazio delle Idee”, l’iniziativa promossa ad Aprilia da Italia Viva Lazio – Casa Riformista, nell’ambito del percorso de “Le Primarie delle Idee”.
Dopo la prima giornata, caratterizzata dal confronto sul futuro politico della Regione Lazio, il secondo appuntamento ha voluto mettere al centro soprattutto il lavoro che Italia Viva sta portando avanti nelle province e nei comuni del Lazio,
con l’obiettivo di rafforzare una presenza politica radicata nei territori e, allo stesso tempo, aprirla a nuove esperienze, competenze e sensibilità.
Un lavoro che guarda alla costruzione della Casa Riformista non come a una semplice operazione di aggregazione tra sigle, ma come a uno spazio politico da costruire dal basso,
capace di allargare, includere e coinvolgere amministratori, associazioni, realtà civiche, professionisti, giovani e tutti coloro che si riconoscono in una cultura politica riformista e concreta.
Uno dei momenti centrali della giornata è stato il confronto “Il Lazio delle Idee”, che ha riunito i rappresentanti territoriali di Italia Viva provenienti dalle diverse province.

Sono intervenuti Luciano Nobili, consigliere regionale di Italia Viva; Vincenzo Giovannini, presidente di Italia Viva Latina; Alessandra Ortenzi, presidente di Italia Viva Viterbo; Marco Cappa, presidente di Italia Viva Città di Roma;
Francesco De Santis, presidente di Italia Viva provinciale di Roma; Adamo Pantano, presidente di Italia Viva Frosinone; Edoardo Petrongari, presidente di Italia Viva Rieti. A moderare il confronto Daniele Piccinella, consigliere comunale di Sezze.
Un dibattito pensato non per realizzare una semplice fotografia organizzativa del partito, ma per mettere a confronto esperienze, criticità e proposte che nascono direttamente dai territori.
Dalle diverse realtà provinciali sono emerse problematiche differenti, ma anche una convinzione comune: il Lazio non può essere pensato esclusivamente partendo da Roma.
Le province devono tornare protagoniste della programmazione regionale, superando quella distanza – politica, infrastrutturale, economica e nei servizi – che ancora oggi penalizza molti territori.
Il confronto ha quindi posto l’accento sulla necessità di partire dalle esigenze concrete delle comunità locali per individuare soluzioni e costruire una proposta regionale capace di tenere insieme sviluppo, servizi, infrastrutture, opportunità, valorizzazione delle specificità locali e qualità della vita.

È proprio questo uno degli elementi che ha caratterizzato le due giornate di Aprilia: non limitarsi alla denuncia di ciò che non funziona, ma trasformare i problemi in proposte politiche concrete.
Sanità e servizi territoriali, mobilità e collegamenti, sviluppo economico, lavoro, opportunità per i giovani, sostegno agli enti locali e capacità di attrarre investimenti sono alcune delle grandi sfide sulle quali costruire un nuovo protagonismo delle province.
L’obiettivo emerso dal confronto è quello di rafforzare un metodo di lavoro nel quale i rappresentanti territoriali diventino il collegamento permanente tra le esigenze delle comunità locali e la costruzione della proposta politica regionale.
Perché una proposta per il Lazio può essere realmente credibile soltanto se riesce a rappresentare Roma insieme a Latina, Frosinone, Rieti, Viterbo e a tutti i comuni dell’area metropolitana.
Il confronto territoriale ha rappresentato anche l’occasione per ribadire la direzione politica sulla quale Italia Viva Lazio intende lavorare nei prossimi mesi: costruire e allargare la Casa Riformista partendo dai contenuti prima ancora che dalle appartenenze.
L’obiettivo è aprire un dialogo con quelle realtà politiche, civiche e amministrative che condividono una visione riformista, europeista e pragmatica e che possono contribuire, con la propria esperienza, alla costruzione di una proposta nuova.

Allargare significa includere, non semplicemente sommare. Significa andare alla ricerca di energie e competenze nei territori, coinvolgere chi amministra quotidianamente le comunità e offrire uno spazio anche a chi oggi non trova una propria collocazione nelle tradizionali appartenenze politiche ma vuole contribuire alla vita pubblica.
In questo percorso le idee diventano il punto di incontro attorno al quale costruire una comunità politica più ampia.
La seconda giornata ha visto anche l’intervista a Enrico Borghi, Vice Presidente di Italia Viva, condotta da Riccardo Toffoli del Giornale del Lazio.
Un’occasione per collegare il lavoro avviato nei territori del Lazio alla prospettiva politica nazionale e alla costruzione di un’area riformista capace di avere un ruolo determinante nei prossimi appuntamenti politici ed elettorali.
Il confronto ha consentito di approfondire il ruolo di Italia Viva e della Casa Riformista, partendo dalla necessità di costruire una proposta riconoscibile per contenuti, cultura di governo e capacità di parlare a quella parte del Paese che chiede una politica pragmatica e lontana dagli estremismi.
A chiudere il programma il confronto “Giovani, merito, amministratori: costruiamo il futuro del Lazio”, dedicato al ruolo delle nuove generazioni e degli amministratori locali nella costruzione delle politiche dei prossimi anni.

Ad introdurre il dibattito Luca D’Egidio, consigliere municipale di Roma, e Francesco De Santis, consigliere comunale di Rocca di Papa.
Un ultimo momento che ha voluto ribadire un concetto emerso con forza durante l’intera iniziativa: il futuro di una comunità politica non può essere costruito soltanto nei gruppi dirigenti, ma deve nascere dal coinvolgimento di chi ogni giorno vive i territori, amministra i comuni e sceglie di impegnarsi in politica.
«Con queste due giornate – sottolinea Felice Casini, presidente di Italia Viva Lazio – abbiamo provato a mettere in pratica un metodo: prima le idee, poi la costruzione politica. Vogliamo ascoltare i territori, capire quali siano le loro difficoltà e soprattutto trasformare quelle difficoltà in proposte e possibili soluzioni».
«Il messaggio che arriva da Aprilia è chiaro: le province non possono essere considerate la periferia della Regione Lazio.
Hanno energie, competenze, amministratori e realtà economiche e sociali che devono diventare protagoniste delle scelte regionali. Il nostro compito è mettere in collegamento queste esperienze e trasformarle in un progetto comune».
«Allo stesso modo – prosegue Casini – vogliamo continuare a lavorare per allargare la Casa Riformista, andando oltre i confini tradizionali del nostro partito.

Dobbiamo aprirci, includere e coinvolgere chi ha idee e competenze e condivide con noi la volontà di costruire una proposta seria e riformista. Non ci interessa mettere insieme delle sigle: vogliamo mettere insieme persone e idee».
Con la seconda giornata si chiude dunque “Il Lazio delle Idee”, ma non il percorso politico avviato ad Aprilia.
Le proposte e i contributi emersi durante i confronti saranno infatti la base sulla quale proseguire il lavoro nei prossimi mesi, sia nell’ambito delle Primarie delle Idee sia nel percorso di costruzione e allargamento della Casa Riformista nel Lazio.
Dopo il confronto della prima giornata sul futuro della coalizione e sulla possibilità di costruire un’alternativa capace di passare dall’opposizione alla guida della Regione, la seconda giornata ha aggiunto un tassello fondamentale:
quella alternativa deve essere costruita partendo dai territori, dalle persone che li amministrano e soprattutto dalle idee e dalle soluzioni che questi sono in grado di esprimere.
Aprilia, quindi, non come punto di arrivo, ma come punto di partenza.
Comunicato stampa Presidente Italia Viva Lazio
Riceviamo e pubblichiamo.

