Sanità, UAP in campo il 9 settembre: “Basta contrapporre pubblico e privato”
“La salute non ha colore politico”. È questo il messaggio forte lanciato da Maria Stella Giorlandino, presidente dell’UAP, intervistata da Corrado Orfini per TalkCity Social TV, in vista della conferenza stampa del 9 settembre a Roma, in piazza Montecitorio.
Al centro del confronto c’è il futuro della sanità italiana, con particolare attenzione alle difficoltà della sanità privata accreditata, alle tariffe, alle liste d’attesa e alla necessità di garantire ai cittadini cure tempestive e risultati concreti.
Giorlandino respinge innanzitutto la contrapposizione tra sanità pubblica e sanità privata accreditata. “La sanità privata accreditata è un esercizio pubblico”, afferma, sottolineando come le strutture accreditate siano parte integrante del Servizio sanitario nazionale e svolgano un servizio rivolto alla collettività.
Secondo la presidente UAP, uno dei problemi principali è proprio la comunicazione politica che presenta pubblico e privato accreditato come due realtà contrapposte.
“La sanità privata accreditata è un servizio pubblico, non è un compartimento a parte”, ribadisce, spiegando che strutture pubbliche e accreditate operano all’interno dello stesso sistema e vengono finanziate attraverso le risorse destinate alla sanità.
La questione economica rappresenta però uno dei nodi più delicati. Giorlandino contesta il mancato adeguamento delle tariffe sanitarie e denuncia una situazione che, a suo giudizio, rende sempre più difficile garantire servizi di qualità.

Una visita specialistica rimborsata 27 euro, osserva, diventa difficilmente sostenibile se nel frattempo aumentano i costi del personale, delle apparecchiature, dell’energia e della gestione delle strutture.
Da qui la richiesta di un adeguamento ISTAT delle tariffe. “Carissimi sindacati, mettetevi tutti in fila, andate al Governo e date adeguamenti ISTAT alla sanità”, è l’appello della presidente UAP, che collega la sostenibilità economica delle strutture anche alla possibilità di riconoscere adeguatamente il lavoro dei professionisti.
A preoccupare l’UAP è anche il nuovo nomenclatore tariffario, che secondo quanto denunciato da Giorlandino entrerà in vigore dal 21 settembre.
La presidente contesta la narrazione secondo cui le nuove tariffe sarebbero state complessivamente aumentate. A suo dire, su oltre 2.000 prestazioni soltanto una parte sarebbe stata effettivamente rivalutata, mentre molte altre sarebbero rimaste invariate.
Il rischio, sostiene Giorlandino, è che un sistema di tariffe non adeguate produca conseguenze non soltanto sulle strutture accreditate, ma sull’intera sanità italiana, compreso il sistema ospedaliero pubblico.
Se le strutture non riescono a sostenere economicamente le prestazioni, infatti, diminuisce la capacità complessiva di erogare servizi e aumenta la pressione sugli ospedali.

Il tema delle liste d’attesa diventa quindi centrale. Il cittadino che deve effettuare una visita o un esame diagnostico, sottolinea il conduttore Corrado Orfini, non è interessato a sapere chi abbia torto o ragione: vuole essere curato nei tempi necessari.
È proprio su questo punto che Giorlandino propone una maggiore integrazione tra pubblico e privato accreditato.
Secondo la presidente UAP, quando una struttura pubblica non riesce a garantire una prestazione entro i tempi previsti, il paziente dovrebbe poter essere indirizzato automaticamente verso una struttura accreditata in grado di effettuare l’esame in tempi più rapidi.
Una soluzione che, nelle intenzioni dell’UAP, potrebbe contribuire ad affrontare il problema delle liste d’attesa nella sanità e a utilizzare meglio le risorse già disponibili.
Giorlandino cita, tra gli esempi, gli esami diagnostici e le procedure per le quali la tempestività può essere decisiva, come nel caso della diagnostica oncologica.
Nel corso dell’intervista la presidente UAP rivendica anche la rappresentatività dell’organizzazione e delle associazioni che ne fanno parte: circa 27.000 strutture e 350.000 dipendenti a livello nazionale.

Un comparto che, nelle parole di Giorlandino, rappresenta una parte importante della sanità italiana e che chiede di essere riconosciuto per quello che è: un servizio al cittadino.
Alla politica, indipendentemente dagli schieramenti, UAP chiede soprattutto chiarezza. “La salute non ha colore politico”, ripete Giorlandino, che rivendica di aver dialogato negli anni con esponenti di destra, sinistra e centro.
La richiesta è quindi rivolta all’attuale Governo, ma anche alle istituzioni sanitarie nel loro complesso: non basta annunciare nuovi fondi o interventi, occorre capire come le risorse vengano effettivamente distribuite e se siano sufficienti a sostenere il sistema.
Tra le priorità indicate da Giorlandino c’è una maggiore organizzazione della sanità, accompagnata da una revisione delle tariffe e dall’immediata rivalutazione ISTAT.
La presidente UAP pone inoltre l’accento sulla necessità di valorizzare i professionisti, evitando che medici e personale sanitario qualificato siano spinti a cercare condizioni lavorative più vantaggiose all’estero.
“Non si può affidare la sanità a professionisti non preparati”, sostiene Giorlandino, chiedendo maggiore competenza nella programmazione e nella gestione del sistema.
La conferenza stampa del 9 settembre a piazza Montecitorio nasce proprio con l’obiettivo di portare queste questioni al centro dell’attenzione pubblica. L’UAP ha invitato rappresentanti del Governo e delle istituzioni e punta a trasformare il confronto in un momento di chiarezza sulle scelte che riguardano la sanità.

Il messaggio della presidente è diretto: “Non vogliamo più gli spot pubblicitari”. L’obiettivo è ottenere risposte concrete e affrontare i problemi che ogni giorno ricadono sui cittadini, sulle strutture e sui professionisti.
A moderare la conferenza stampa sarà Maria Grazia Cucinotta. Una scelta che Giorlandino motiva non tanto con la notorietà dell’attrice, quanto con il suo impegno personale nei confronti delle persone fragili.
La presidente UAP racconta infatti di conoscere Cucinotta da oltre vent’anni e di considerarla una persona particolarmente sensibile alle difficoltà di chi ha problemi di salute.
Il confronto con TalkCity Social TV si chiude quindi con una promessa precisa: l’UAP continuerà a chiedere un sistema sanitario più organizzato, sostenibile e capace di garantire cure tempestive. “Che la politica finisca di strumentalizzare pubblico e privato e risolva il problema”, è l’appello conclusivo di Giorlandino.
La sfida, dunque, è trasformare il dibattito sulla sanità italiana in risultati concreti: ridurre le liste d’attesa, adeguare le tariffe, valorizzare i professionisti e costruire una vera integrazione tra strutture pubbliche e sanità privata accreditata.
Perché, al di là delle appartenenze politiche, il risultato che conta è uno soltanto: permettere al cittadino di essere curato quando ne ha bisogno.
TalkCity.it Redazione

