L’ex Sindaco: “La lezione che ho imparato e i fatti che restano”

<<Ho letto l’intervento del consigliere Alessio Sgriscia sulla vicenda del Palio delle Contrade e, pur rispettando il diritto di ciascuno di esprimere la propria opinione, non posso non soffermarmi su un passaggio che mi riguarda personalmente.
Il consigliere, infatti, dopo aver parlato di rispetto, di prudenza e della necessità di non alimentare polemiche, sente ancora una volta il bisogno di tirare in ballo il mio nome e la vicenda che mi ha riguardato quando ero sindaco di Allumiere.
Mi permetto allora di ricordargli una cosa. La lezione di cui parla, io l’ho imparata sulla mia pelle.
Nel 2021, mentre l’inchiesta sulla cosiddetta “Concorsopoli” era ancora in corso, fui sottoposto a una fortissima esposizione mediatica e social. Il consigliere Sgriscia, allora esponente dell’opposizione, arrivò a chiedere pubblicamente le mie dimissioni e a definire quel concorso “della vergogna”.

Poi, però, arrivarono i fatti. Nell’aprile 2022 il Gip di Civitavecchia dispose l’archiviazione della mia posizione, accogliendo la richiesta della Procura. La mia posizione non portò quindi ad alcun rinvio a giudizio.
Questa è la parte della storia che troppo spesso viene dimenticata. Le accuse corrono velocemente. Le insinuazioni ancora più velocemente. Sui social, poi, una ricostruzione diventa facilmente una verità prima ancora che i fatti siano stati accertati.
E quando arriva una smentita, spesso non ha neppure lontanamente la stessa forza e la stessa diffusione dell’accusa iniziale. Il danno, però, nel frattempo è stato fatto. È una dinamica che conosco bene e che proprio per questo oggi mi preoccupa quando la vedo applicata a un’intera comunità.
E quella vicenda, per quanto mi riguarda, non è semplicemente un capitolo chiuso nella memoria.
Ho infatti scelto di tutelare la mia persona nelle sedi competenti. A partire dal prossimo mese di ottobre parteciperò, in qualità di parte lesa, alle udienze relative alle iniziative giudiziarie che ho intrapreso nei confronti di alcune testate giornalistiche. Una di queste vicende si è già conclusa con una conciliazione e con il riconoscimento degli errori commessi.
Non lo ricordo per riaprire una vecchia polemica. Lo ricordo perché la verità, quando viene messa in discussione, deve avere il tempo e il luogo per essere accertata. Ed è proprio questa l’esperienza che mi porta oggi a difendere Allumiere.

Il mio rapporto con Allumiere viene da molto lontano. Sono stato contradaiolo attivo della Contrada Nona. Ho dedicato 15 anni all’Università Agraria, dieci come vicepresidente e cinque come presidente.
Ho avuto l’onore di amministrare il Comune di Allumiere come sindaco dal 2017 al 2022. Oggi sono consigliere comunale e capogruppo di opposizione.
Ruoli diversi, ma sempre con lo stesso legame: quello con la mia comunità, con le sue persone, le sue associazioni, le sue contrade, il suo territorio e le sue tradizioni. Per questo, quando oggi parlo di Allumiere, non lo faccio da osservatore esterno. La conosco, l’ho vissuta e l’ho amministrata.
E durante quei cinque anni, attraversati anche dalla prova drammatica del Covid, abbiamo lavorato. Non lo dico per riscrivere la storia o per fare l’elenco delle cose fatte. Ma perché, quando qualcuno pretende di giudicare il mio rapporto con Allumiere, credo sia giusto ricordare anche i fatti.
Abbiamo introdotto la presentazione del Cencio il 15 agosto nella piazza principale, trasformandola in un momento importante di avvicinamento al Palio. Abbiamo organizzato il Museo del Palio, un’esposizione allestita ogni anno nel mese di agosto per raccontare e custodire la memoria della manifestazione e delle Contrade.

Abbiamo lavorato alla valorizzazione del Palio e al suo riconoscimento nel percorso delle rievocazioni storiche del Ministero della Cultura. Oggi il Ministero inserisce ufficialmente il Palio di Allumiere nel proprio portale delle rievocazioni storiche e ne riconosce il valore di manifestazione che, attraverso il Palio e il corteo storico, rievoca la storia della comunità. (rievocazionistoriche.cultura.gov.it)
Abbiamo portato l’acqua, riaperto una scuola chiusa da sette anni, realizzato la nuova illuminazione della piazza e interventi di manutenzione sul Palazzo Comunale e sul Palazzo Camerale. Abbiamo asfaltato vie urbane e garantito ogni anno interventi sulla viabilità rurale.
Abbiamo progettato e ottenuto finanziamenti per il bocciodromo, per il marciapiede verso il cimitero, per l’isola ecologica, per la pista ciclabile Tolfa-Allumiere e per i campi da padel. Abbiamo avviato la TARIP e reperito risorse per la manutenzione dell’Eremo della Trinità e del Palazzo Camerale.
Alla Bianca abbiamo asfaltato la via principale, realizzato la fontanella dell’acqua leggera e ottenuto il finanziamento per il campetto da calcio dell’oratorio, che successivamente la parrocchia decise di destinare ad altro utilizzo.
Abbiamo investito sulla cultura e sulla promozione di Allumiere, portando eventi con Giobbe Covatta, Valentina Persia, Shaila Gatta e i ragazzi di Amici, la tappa regionale di Miss Italia e il concerto della Banda dell’Arma dei Carabinieri con 105 elementi.
Durante quegli anni sono nate realtà come InCammini del Minatore e Femminile Plurale, e sono nate nuove attività legate alla valorizzazione agricola e produttiva del territorio, tra cui un vigneto con enoteca e un’azienda agricola con punto vendita.
E potrei continuare. Ma non è questo il punto.
Il punto è che la mia storia politica e personale ad Allumiere non può essere cancellata da un post sui social.

Il mio rapporto con il Palio non nasce oggi.
Ho avuto l’onore di conoscere Riccardo Rinaldi, l’uomo che nel 1965 ideò il Palio delle Contrade, e di ascoltare direttamente da lui storie, aneddoti e ricordi sulla nascita di quella che sarebbe diventata una delle tradizioni più importanti di Allumiere.
Ho avuto la fortuna di condividere con lui momenti importanti della vita della nostra comunità.
Per questo so bene che il Palio non è una semplice festa.
È una manifestazione che oggi, dopo sessant’anni, rappresenta una parte fondamentale della memoria collettiva di Allumiere. Il Ministero della Cultura lo descrive come una rievocazione storica con Palio e corteo storico, organizzata annualmente dal Comune e dall’Associazione Contrade. (rievocazionistoriche.cultura.gov.it)
E so anche quanto lavoro ci sia dietro. Quanto volontariato. Quanta passione. Quante persone dedicano mesi della propria vita alle contrade. Per questo, davanti alla tragedia che ha colpito Allumiere nei giorni scorsi, ho difeso la comunità.
Non perché ritenga che una scelta amministrativa non possa essere criticata. Ma perché una cosa è criticare una decisione, altra cosa è trasformarla in una condanna morale di un intero paese.

Il consigliere Sgriscia mi chiede, attraverso il suo intervento, quale lezione avrei imparato.
La risposta è semplice. Ho imparato che le parole hanno un peso. Ho imparato che prima di trasformare un’accusa in una sentenza bisogna aspettare che parlino i fatti.
Ho imparato che i social possono essere uno straordinario strumento di comunicazione, ma possono anche diventare una piazza nella quale una persona o una comunità viene giudicata senza conoscere tutta la storia.
E ho imparato che, quando il rumore finisce, restano i fatti. Per questo oggi non userò contro il consigliere Sgriscia gli stessi strumenti che furono usati contro di me.
Non ho bisogno di insultarlo. Non ho bisogno di definirlo incapace. Non ho bisogno di denigrare la sua persona.
Mi limito a ricordare che nel 2022 fu scelto dal sindaco Luigi Landi per entrare nella Giunta comunale, con importanti deleghe amministrative, e che nel gennaio 2024 quelle deleghe gli furono revocate. Successivamente Fratelli d’Italia passò all’opposizione. Sono fatti politici che appartengono alla cronaca amministrativa di Allumiere e che ciascuno può valutare liberamente.
Io, invece, preferisco parlare di ciò che ho fatto e di ciò in cui credo.

OGGI, COME IERI, SCELGO ALLUMIERE
Sono stato contradaiolo. Sono stato vicepresidente e presidente dell’Università Agraria. Sono stato sindaco. Oggi sono all’opposizione. Ma in ogni ruolo ho cercato di servire la stessa comunità.
Per questo continuerò a difendere Allumiere quando viene ingiustamente rappresentata come una comunità senza sensibilità, senza memoria o senza rispetto.
Il dolore per la morte dei due ragazzi è una cosa seria. Il rispetto per le loro famiglie è una cosa seria.
E proprio perché sono cose serie, non possono diventare strumenti per dividere un paese o per colpire politicamente qualcuno.
Si può criticare una scelta. Si può contestare un’amministrazione. Si può avere un’opinione diversa. Ma non si può mettere alla gogna un’intera comunità.
Io non sono più il sindaco di Allumiere. Sono un consigliere di opposizione. E continuerò a fare il mio lavoro, criticando quando sarà necessario e riconoscendo ciò che riterrò giusto.
Ma c’è una cosa che non cambierà mai: posso essere opposizione a chi governa Allumiere. Non sarò mai opposizione ad Allumiere.
Alla fine, dopo tutte le polemiche, le campagne social, le accuse e le contrapposizioni, restano le persone. Restano le comunità. E restano i fatti. Io scelgo di farmi giudicare da quelli.
Antonio Pasquini. Consigliere comunale – Capogruppo di opposizione
Riceviamo e pubblichiamo

