La serata finale prevista per venerdì 28 Agosto alle ore 21 al Parco del Risanamento di Allumiere

C’è una storia che merita di essere raccontata dietro la crescita del Premio Letterario Nazionale “Femminile, plurale”, giunto quest’anno alla sua VIII edizione.
È la storia di un progetto nato ad Allumiere nel 2018 e diventato, anno dopo anno, un appuntamento capace di superare i confini del territorio e attirare l’attenzione del mondo della cultura nazionale.
Il merito è innanzitutto delle organizzatrici, che hanno saputo trasformare un’idea culturale in un progetto solido, riconoscibile e sempre più autorevole.
Una crescita costruita con pazienza, competenza e una straordinaria capacità di coinvolgere la comunità, senza mai perdere il legame con il territorio.

I numeri dell’ottava edizione raccontano meglio di qualsiasi slogan questo percorso: 52 scrittrici in concorso, provenienti da grandi editori nazionali e da piccole realtà indipendenti, e una serata finale che vedrà come madrina Chiara Francini, attrice e scrittrice, chiamata a consegnare il riconoscimento alla vincitrice.
Un risultato ancora più significativo se si considera che il Premio è nato in un piccolo centro dei Monti della Tolfa. Eppure, proprio da Allumiere, “Femminile, plurale” è riuscito a costruire negli anni una rete sempre più ampia, ospitando nomi importanti della cultura e dello spettacolo come Dacia Maraini, madrina della prima edizione, oltre a Grazia Di Michele, Anarkikka, Matilde D’Errico, Francesca Reggiani, Cinzia Leone e Anna Foa.

La formula vincente è anche nella capacità di non essere semplicemente un concorso letterario.
Il Premio ha costruito attorno ai libri una vera comunità di lettrici e lettori: circa 80 volontari partecipano alla prima fase di lettura e selezione delle opere, prima che la parola passi alla giuria di esperte composta quest’anno da Martina Testa, Elisabetta Appetecchi, Veronica Ricotta e Laura Faranda.
È probabilmente proprio questa la grande intuizione delle organizzatrici: aver compreso che un premio letterario può diventare molto più di una competizione.
Può diventare un luogo di incontro, confronto e partecipazione, capace di mettere al centro la scrittura delle donne ma anche di coinvolgere direttamente una comunità intera.

La presidente dell’Aps Femminile, plurale, Brunella Franceschini, sintetizza questa filosofia parlando di una “festa collettiva” costruita dal basso, grazie all’impegno di lettrici e lettori che accompagnano le opere fino alla finale.
Una scommessa culturale che, edizione dopo edizione, sembra essere stata ampiamente vinta.
E oggi arriva un riconoscimento importante anche dalle istituzioni: il Premio è stato infatti riconosciuto dalla Regione Lazio tra le iniziative di Promozione e Valorizzazione del Territorio Regionale,
a conferma di quanto la manifestazione sia ormai considerata un patrimonio culturale che va oltre i confini di Allumiere e del comprensorio.

La serata conclusiva dell’VIII edizione si terrà venerdì 28 agosto alle ore 21 al Parco del Risanamento di Allumiere, con le tre finaliste — Sara Gambazza con Quando i fiori avranno tempo per me, Maria Grazia Giammarinaro con Donne di un altro mondo e Michela Panichi con La Cecilia — che saliranno sul palco prima della proclamazione della vincitrice. L’ingresso è libero.
Quello che accadrà il 28 agosto, dunque, non sarà soltanto la conclusione di un premio letterario.
Sarà la celebrazione di un percorso che, partendo da una realtà locale, grazie alla bravura, alla determinazione e alla capacità organizzativa delle sue promotrici è riuscito in pochi anni a conquistare una dimensione nazionale.
E forse è proprio questa la vittoria più importante di “Femminile, plurale”: aver dimostrato che anche da un piccolo paese può nascere una grande iniziativa culturale, quando dietro ci sono idee, passione e soprattutto donne capaci di farle crescere.
Catia Maurelli. Talkcity.it Redazione

