Comunicato stampa a firma dei quattro capigruppo: “Difficile chiedere conto in cento giorni di ciò che non si è fatto in quattro anni”

<<Leggendo il comunicato di Sinistra Italiana sulla vicenda della Misericordia viene spontanea una domanda: ma davvero, per chiedere conto delle responsabilità, basta cambiare amministrazione e dimenticare tutto quello che è successo prima?
Perché la storia della sede della Misericordia non nasce cento giorni fa e, soprattutto, non nasce con l’amministrazione Manuelli.
La concessione dei locali di via Rucellai risale all’aprile 2012 e aveva una durata di dieci anni. La scadenza, dunque, era nell’aprile 2022. Da quel momento ci sarebbero stati tutti gli strumenti e tutto il tempo necessari per affrontare il problema e individuare una soluzione definitiva.
E in quel momento, Maura Chegia era consigliera comunale di maggioranza.
Ci chiediamo quindi dove fosse allora quella determinazione che oggi viene invocata con tanta urgenza. Dove erano le “soluzioni immediatamente attuabili”? Dove erano gli atti d’imperio che oggi sembrano così semplici da suggerire?
Non risultano essere stati adottati né da chi amministrava allora né, tantomeno, da chi oggi pretende di ricostruire la vicenda come se fosse improvvisamente esplosa meno di cento giorni fa.

E c’è un altro elemento che sarebbe quantomeno curioso non ricordare: né l’attuale sindaco Manuelli né l’attuale presidente del Consiglio comunale facevano parte della macchina amministrativa che ha lasciato arrivare questa situazione fino al punto attuale.
Se proprio si vuole parlare di “origine di qualsiasi cosa”, allora sarebbe opportuno avere il coraggio di guardare davvero alle origini.
L’attuale amministrazione è in carica da meno di cento giorni. In questi cento giorni sta affrontando una quantità considerevole di dossier, emergenze e situazioni ereditate, compresa quella della Misericordia.
Nessuno pretende che cento giorni siano sufficienti per risolvere problemi sedimentati per anni.
Ma soprattutto non si possono pretendere in cento giorni le soluzioni che non si è voluto o saputo costruire in 1.500 giorni.
C’è poi un particolare che rende ancora più singolare il tono del comunicato di Sinistra Italiana: la sentenza del TAR.
Perché il TAR, nella ricostruzione della vicenda, individua chiaramente l’origine della situazione attuale nella “diretta responsabilità dell’inerzia e della negligenza dell’Amministrazione” (riferendosi a quella precedente).

Non è una frase nostra. È la fotografia contenuta in una sentenza. E proprio per questo oggi sarebbe forse opportuno evitare di invocare soluzioni muscolari, ordinanze o “atti d’imperio” come se fossero una bacchetta magica.
Dopo una pronuncia del genere, un atto adottato senza un’adeguata istruttoria e senza considerare i diritti e gli interessi coinvolti rischierebbe semplicemente di essere impugnato e annullato, producendo un altro problema invece di risolverne uno.
L’amministrazione Manuelli sta seguendo una strada diversa e, francamente, molto più seria: da una parte ricostruire un dialogo con la parte lesa dalla presenza dei mezzi della Misericordia,
dialogo che fino ad oggi è sostanzialmente mancato; dall’altra individuare rapidamente una sede alternativa, che consenta alla Misericordia di garantire intanto la continuità del servizio ARES 118. Questa è responsabilità amministrativa. Non è inerzia.
La Misericordia svolge un servizio fondamentale per la comunità e nessuno mette in discussione la necessità di garantirle condizioni adeguate per continuare a operare.
Proprio per questo la questione merita una soluzione concreta, giuridicamente solida e soprattutto duratura, non l’ennesimo annuncio destinato a trasformarsi in un nuovo contenzioso.

Quello che invece riteniamo francamente inaccettabile è il tono inquisitorio e accusatorio utilizzato da chi oggi sembra voler salire sul banco dell’accusa dimenticando di essere stato, quando il problema poteva essere affrontato con largo anticipo, dall’altra parte della scrivania.
La politica può anche cambiare maggioranza. Quello che non dovrebbe cambiare, però, è la memoria.
Perché se la memoria diventa selettiva, può capitare di ritrovarsi a chiedere spiegazioni a chi è appena arrivato per problemi che qualcun altro ha avuto anni per risolvere.
E allora, prima di chiedere al nuovo sindaco perché non ha risolto in cento giorni ciò che è rimasto irrisolto per anni, forse sarebbe più corretto chiedersi perché in quattro anni nessuno abbia ritenuto necessario arrivare a una soluzione definitiva.
Questa non è una difesa politica. È semplicemente cronologia.>>
I capigruppo consiliari di maggioranza:
- Paola Rocchi
- Roberta Ara
- Bruno Ricci
- Daniele Fedrigo

