Edoardo Prati alla Cittadella
Il comunicato stampa del Comune parla di sold-out, ma la platea era piena per metà, pochissimi i giovani

C’è una differenza sostanziale tra celebrare un evento riuscito e raccontarlo in modo trionfalistico.
Ed è proprio questa la sensazione che lascia il comunicato diffuso dall’Amministrazione comunale di Civitavecchia dopo la serata del Nautilus Festival con Edoardo Prati, protagonista di un coinvolgente viaggio nel mondo di Omero e dei grandi classici.
Lo spettacolo, va detto con chiarezza, è stato di ottimo livello.
Prati ha confermato le sue straordinarie capacità divulgative, riuscendo a rendere vivo e appassionante un autore immortale come Omero, con uno stile coinvolgente, moderno e capace di catturare l’attenzione del pubblico.
Un evento culturale di qualità, che avrebbe meritato ben altra cornice.
Per questo sorprende leggere di una “Cittadella della Musica gremita” e di una “straordinaria partecipazione”.

La realtà restituita da chi era presente racconta infatti una situazione diversa: le poltroncine erano occupate poco più della metà e, soprattutto, colpiva la scarsissima presenza di giovani, proprio il pubblico che Edoardo Prati riesce normalmente a coinvolgere attraverso i social e i suoi contenuti dedicati alla divulgazione dei classici.
Ed è forse qui che emerge il vero problema.
Quando si porta a Civitavecchia un protagonista della divulgazione culturale contemporanea, capace di parlare alle nuove generazioni con il loro linguaggio, non basta inserire l’evento nel cartellone estivo e diffondere qualche comunicato stampa.
Serve una comunicazione costruita sui canali frequentati dai ragazzi, con campagne social mirate, video, collaborazioni con le associazioni giovanili e con i creator locali.
In altre parole, serve promuovere l’evento là dove il suo pubblico vive quotidianamente.
L’impressione è che si sia puntato soprattutto sulla comunicazione istituzionale, efficace forse per raggiungere il pubblico abituale degli eventi culturali, ma decisamente insufficiente per intercettare quella fascia di giovani che avrebbe probabilmente riempito la Cittadella della Musica.

Ed è un peccato. Perché serate come questa rappresentano una preziosa occasione per dimostrare che la cultura non è qualcosa di polveroso o destinato a pochi appassionati, ma può diventare spettacolo, emozione e riflessione anche per chi ha vent’anni.
Il successo di un evento culturale non si misura soltanto dalla qualità dell’artista, che in questo caso è stata indiscutibile, ma anche dalla capacità di far arrivare quell’artista al pubblico giusto.
Il Nautilus Festival continua a proporre appuntamenti interessanti e di livello.
Proprio per questo sarebbe auspicabile accompagnare la qualità della programmazione con una strategia di comunicazione più moderna, capace di valorizzare davvero gli ospiti e di riempire gli spazi cittadini non solo nei comunicati ufficiali, ma soprattutto nella realtà.
Perché Edoardo Prati sabato scorso avrebbe meritato una Cittadella della Musica completamente esaurita. E questa volta, più che il pubblico, è sembrata mancare la promozione.
Redazionale di Corrado Orfini. TalkCity.it

