Come si racconta il golf tra tecnica, emozione e televisione con Nicola Pomponi
Ospite della trasmissione radiofonica Swing Capitale del 30 marzo 2026, condotta da Francesca Alvi e Marco Caponi, Nicola Pomponi ha raccontato il suo percorso umano e professionale, offrendo uno sguardo autentico sul mondo del golf, tra campo, insegnamento e televisione.
La sua passione nasce quasi per caso, durante l’adolescenza, grazie all’invito del padre di una “fidanzatina”. Da quel momento il golf lo conquista completamente.
Nonostante le difficoltà iniziali nell’accesso ai circoli, riesce a entrare nel settore giovanile del Golf Olgiata, dove inizia a crescere rapidamente.

Il miglioramento dell’handicap procede di pari passo con una scelta sempre più chiara: mentre gli studi di medicina rallentano, il richiamo del campo diventa irresistibile.
Consapevole di non poter competere stabilmente a livello internazionale, Pomponi orienta presto il proprio percorso verso l’insegnamento.
Dopo alcune esperienze nel circuito professionistico, tra cui il Challenge Tour, si dedica soprattutto all’attività giovanile federale, trovando in questo ruolo una dimensione naturale e appagante.

Il passaggio al microfono avviene quasi per caso, grazie all’incontro con Mario Camicia, che gli propone di partecipare a una telecronaca: un’occasione decisiva che segna l’inizio di una nuova fase professionale.
Tra gli insegnamenti ricevuti, Pomponi ricorda anche un aneddoto legato a Silvio Berlusconi, che suggerì di abbassare il tono della voce durante i colpi sul green,
un dettaglio diventato nel tempo una vera e propria scelta narrativa distintiva del racconto televisivo del golf, capace di aumentare l’attenzione e il coinvolgimento dell’ascoltatore, ricreando anche a distanza la sensazione di essere sul campo.

Nel corso dell’intervista, Pomponi ha evidenziato le peculiarità di uno sport televisivamente complesso, fatto di silenzi, attese e tempi dilatati.
Fondamentale è l’intesa tra giornalista e commentatore tecnico, così come una preparazione accurata, che può richiedere molte ore.
In questo senso, centrale è anche la collaborazione con Alessandro Bellicini, con cui condivide molte dirette: un rapporto professionale basato su sintonia e comprensione immediata, elementi essenziali per un racconto fluido ed efficace.

La sfida principale resta quella di sintetizzare concetti tecnici in pochi secondi, seguendo il ritmo delle immagini e mantenendo sempre viva l’attenzione del pubblico.
Non mancano momenti di maggiore coinvolgimento, anche grazie all’interazione con gli spettatori attraverso i social, che contribuisce a rendere la narrazione più dinamica.
Tra i ricordi più intensi, Pomponi cita la Ryder Cup 2012, vissuta come un’esperienza unica: una rimonta straordinaria capace di superare ogni distanza tra campo e telecronaca, trasformandosi in emozione pura.

Riflettendo sul proprio ruolo, Pomponi sottolinea l’importanza di un equilibrio tra tecnica e racconto, capace di parlare sia agli appassionati sia a chi si avvicina per la prima volta al golf.
Superare l’immagine stereotipata di sport elitario resta una delle sfide principali, così come rendere il golf sempre più accessibile e comprensibile.
Oggi la fruizione televisiva passa attraverso diverse piattaforme. Il PGA Tour è visibile su Discovery+ e sulla piattaforma Max, attraverso i canali dedicati allo sport come Eurosport 2.

Inoltre, grazie agli accordi di distribuzione, i contenuti sono disponibili anche su piattaforme come DAZN, TIMVISION e Amazon Prime Video (con abbonamenti sport dedicati): un sistema ricco di opportunità che offre allo spettatore sempre più possibilità di scelta.
Guardando al futuro, Pomponi immagina un golf capace di rinnovarsi nei tempi e nei linguaggi, senza perdere la propria identità.
Perché, al di là delle evoluzioni tecnologiche e delle trasformazioni mediatiche, resta immutato ciò che davvero conta: quell’emozione silenziosa che accompagna ogni colpo, quel respiro sospeso prima di un putt decisivo.
È lì che il golf continua a parlare, anche senza parole.
È proprio in quel silenzio — carico di attesa, tensione e bellezza — che si nasconde il fascino più autentico del golf: quello che nasce quasi per caso e, una volta scoperto, non ti lascia più.
Francesca Alvi – TalkCity.it Redazione ⛳
