
Il racconto del presidente Riccardo Luciano e del maestro Daniele Fiaschi
Storia, innovazione e inclusione. Sono questi i pilastri sui quali il Golf Club Archi di Claudio sta costruendo il proprio percorso di crescita.
Se n’è parlato nel corso della puntata di “Swing Capitale”, andata in onda il 1° giugno 2026 su Talk City, condotta da Francesca Alvi e Marco Caponi, che hanno ospitato il presidente Riccardo Luciano e il maestro Daniele Fiaschi.
Immerso nel suggestivo scenario del Parco dell’Appia Antica, a pochi passi dall’antico Acquedotto Claudio, il circolo rappresenta una realtà unica nel panorama golfistico romano.
Luciano ha raccontato come la vicinanza a uno dei monumenti più iconici dell’antica Roma renda l’esperienza di gioco particolarmente affascinante, in un contesto dove natura, sport e storia convivono armoniosamente.
Il presidente ha ricordato che il club dispone di un percorso a nove buche, di un campo Pitch & Putt omologato, recentemente sede di campionati regionali, oltre a un driving range completamente ristrutturato e a un’ampia area dedicata al gioco corto.
Strutture che hanno contribuito negli anni alla crescita del numero dei tesserati e a consolidare il ruolo degli Archi di Claudio come punto di riferimento per il golf capitolino.

Guardando al futuro, Luciano ha illustrato i principali progetti di sviluppo del circolo. Tra le novità più significative figurano l’evoluzione del percorso di gioco e il trasferimento entro il 2027 delle strutture sociali all’interno di uno storico casale che ospiterà la nuova clubhouse.
Un intervento importante, reso possibile grazie alla collaborazione con il Comitato Regionale FIG Lazio, il Municipio e il Parco dell’Appia Antica.
Particolare attenzione viene riservata ai giovani, considerati una risorsa fondamentale per il futuro del golf.
Luciano ha spiegato come il circolo investa da tempo nella formazione delle nuove generazioni, non soltanto sotto il profilo tecnico, ma anche educativo.
Attraverso il golf, infatti, i ragazzi imparano il rispetto delle regole, la responsabilità personale e il valore della socializzazione.
Una filosofia che trova piena conferma nella storia personale del maestro Daniele Fiaschi. Cresciuto proprio agli Archi di Claudio, dove ha iniziato a giocare all’età di dieci anni, Fiaschi ha raccontato come il golf sia entrato quasi casualmente nella sua vita per poi trasformarsi in una passione e in una professione.

Oggi insegnare nel circolo che lo ha visto muovere i primi passi rappresenta per lui un motivo di grande soddisfazione e la possibilità di trasmettere alle nuove generazioni i valori che ha ricevuto.
Tra gli aspetti che caratterizzano maggiormente l’attività del club c’è anche l’impegno per l’inclusione sociale.
Luciano ha sottolineato come il golf sia realmente uno sport per tutti e come il compito dei circoli sia quello di eliminare qualsiasi ostacolo alla pratica sportiva.
In quest’ottica gli Archi di Claudio collaborano da anni con associazioni dedicate alle persone con disabilità e sono stati tra i primi in Italia a utilizzare il Paragolfer, strumento che consente anche a persone con importanti limitazioni motorie di giocare a golf.
Un tema particolarmente caro anche a Fiaschi, promotore dal 2018 del progetto Golf4Autism, inserito tra le iniziative sociali legate alla Ryder Cup.
Il programma utilizza il golf come strumento educativo e inclusivo per bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico, favorendo lo sviluppo delle capacità relazionali e dell’autonomia personale.

Nel corso della trasmissione si è parlato anche del progetto “Golf Pop”, promosso dalla Federazione Italiana Golf per avvicinare nuovi praticanti.
Il Golf Club Archi di Claudio ha aderito con convinzione all’iniziativa, offrendo percorsi di avvicinamento che permettono ai neofiti di provare gratuitamente questo sport e scoprirne i valori.
Spazio anche all’evoluzione dell’insegnamento grazie alle nuove tecnologie.
Fiaschi ha evidenziato come strumenti quali il TrackMan e i moderni sistemi di analisi dello swing consentano oggi di raccogliere informazioni estremamente dettagliate, pur senza sostituire l’esperienza e la sensibilità dell’insegnante.
Accanto alla tecnica resta inoltre fondamentale la componente mentale: nel golf, ha ricordato il maestro, la capacità di reagire agli errori e mantenere la concentrazione può fare la differenza quanto e più dell’esecuzione del colpo.
A testimonianza del lavoro svolto negli ultimi anni è arrivato anche il prestigioso riconoscimento ricevuto agli Italian Golf Awards come miglior realtà italiana a 9 buche.

Un premio che il presidente ha voluto condividere con tutta la squadra del circolo, dai maestri allo staff, fino ai soci che contribuiscono quotidianamente a creare un ambiente accogliente e familiare.
Il messaggio finale lanciato dagli ospiti è stato chiaro: il golf moderno è uno sport accessibile, aperto a tutte le età e capace di offrire benessere, socialità e contatto con la natura.
Un’attività che oggi più che mai merita di essere scoperta da chi ancora non l’ha provata.
Francesca Alvi – TalkCity.it Redazione ⛳







