Alberi tagliati a Roma
Insorgono i Comitati: “La tutela dell’ambiente non può trasformarsi in una battaglia ideologica contro i cittadini né tantomeno tradursi in interventi che finiscono per alterare il paesaggio storico della Capitale.

I Comitati cittadini tornano ad attaccare la gestione della mobilità dell’Amministrazione Gualtieri e dell’assessore Eugenio Patané, accusati di aver trasformato Roma in un laboratorio di sperimentazioni urbanistiche dai risultati, secondo i promotori delle proteste, sempre più discutibili.
Al centro delle contestazioni c’è il modello della cosiddetta “città dei 15 minuti”, che per i Comitati si sarebbe tradotto nella progressiva eliminazione dei parcheggi,
nell’aumento delle Zone a Traffico Limitato, nella realizzazione di piste ciclabili ritenute poco utilizzate e nel restringimento delle carreggiate, con pesanti ripercussioni sulla viabilità quotidiana.
«Le automobili sono costrette a muoversi lentamente e senza possibilità di sosta, in una città sempre più difficile da vivere per residenti e lavoratori», afferma Angelo Distefano, presidente del Comitato Fermiamo la ZTL Fascia Verde, che parla di provvedimenti fortemente ideologizzati destinati ad aggravare il traffico anziché ridurlo.
Ma la protesta non riguarda soltanto la mobilità. A preoccupare i Comitati è anche quello che definiscono uno stravolgimento dell’identità storica della città.

L’esempio più citato è il progetto della nuova pista ciclabile lungo la Via Appia Antica e Piazza San Sebastiano. Secondo Alessandra Casino,
presidente del Comitato Tutela Parcheggi e Mobilità nel Lazio, la nuova configurazione rischia di paralizzare il traffico nei Municipi I, VII e VIII senza offrire adeguate aree compensative per la sosta dei residenti.
Ancora più duro è il giudizio sull’impatto paesaggistico degli interventi.
Per i Comitati, il ricorso a nuove pavimentazioni in travertino e la sostituzione di elementi storici con soluzioni contemporanee rappresenterebbero una progressiva cancellazione dell’identità della Regina Viarum.
Il timore è che, dietro interventi presentati come opere di riqualificazione urbana, si perda quel delicato equilibrio tra patrimonio storico, alberature monumentali e paesaggio che rende Roma unica al mondo.
Ed è proprio qui che la riflessione si allarga.
Difendere l’ambiente significa certamente favorire una mobilità più sostenibile, ma significa anche proteggere gli alberi maturi, limitare l’impermeabilizzazione del suolo e conservare il carattere storico dei luoghi.

Una città più verde non si costruisce sostituendo il verde con nuove superfici in pietra o eliminando alberature secolari per fare spazio a interventi che rischiano di aumentare le isole di calore.
L’ecologia autentica non è fatta di slogan. È equilibrio, conoscenza del territorio e rispetto della storia.
I Comitati annunciano ora nuove mobilitazioni per l’autunno, in concomitanza con la scadenza delle ordinanze relative alla ZTL Fascia Verde.
L’obiettivo dichiarato è quello di contrastare ulteriori restrizioni alla circolazione e chiedere una revisione complessiva delle politiche sulla mobilità.
Il dibattito, dunque, resta aperto. Perché Roma ha certamente bisogno di diventare una città più sostenibile, ma la sfida sarà riuscirci senza rinunciare alla propria anima, ai suoi alberi e a quel patrimonio storico e paesaggistico che il mondo intero continua ad ammirare.
Iacopa Stinchelli. TalkCity.it Redazione

