
Il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Golf racconta il valore delle regole, della correttezza e della passione che anima il mondo arbitrale
Nel mondo del golf la figura dell’arbitro ha un ruolo molto diverso rispetto ad altri sport. A sottolinearlo è Albert Tamietto, presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Golf, protagonista di una lunga intervista andata in onda nel corso della trasmissione TalkCity del 25 maggio 2026,
all’interno della rubrica “Swing Capitale”, condotta da Francesca Alvi e Marco Caponi, e dedicata al fair play, alla formazione arbitrale e ai valori educativi di questa disciplina.
Nato negli Stati Uniti ma residente da oltre sessant’anni in Valle d’Aosta, dove è stato anche sindaco di Courmayeur, Tamietto ha spiegato come l’esperienza amministrativa e istituzionale gli sia stata utile anche nel ruolo arbitrale.
Secondo il presidente, infatti, arbitrare significa soprattutto mediare, ascoltare e aiutare il giocatore a trovare la soluzione corretta nel rispetto delle regole.

Nel golf, ha ricordato, il giocatore è “arbitro di sé stesso”: chi commette un errore deve riconoscerlo autonomamente.
L’arbitro non assegna penalità come avviene in altri sport, ma interviene per interpretare situazioni spesso molto particolari e supportare i giocatori durante la gara.
Tamietto ha raccontato anche il percorso che porta a diventare arbitro di golf. Tutto parte dalla passione e dalla partecipazione ai corsi organizzati dai comitati regionali della Federazione.
Dopo il primo esame si diventa arbitri di circolo, per poi proseguire con livelli regionali, nazionali e internazionali. Un cammino che richiede studio continuo, esperienza sul campo e grande capacità di interpretazione delle regole.

Le regole del golf, infatti, sono numerose e complesse: il regolamento supera le 500 pagine e viene aggiornato costantemente.
Dal 2019, inoltre, il sistema arbitrale si basa ancora di più sul principio di onestà del giocatore, elemento che Tamietto considera centrale nello spirito di questo sport.
Nel corso dell’intervista il presidente ha evidenziato anche le differenze tra gare dilettantistiche e professionistiche.
Nei tornei amatoriali l’arbitro viene spesso chiamato per situazioni semplici, mentre ad alti livelli i giocatori sono molto preparati e chiedono soprattutto conferme tecniche per evitare errori che potrebbero avere conseguenze importanti, soprattutto nei circuiti professionistici dove sono in gioco premi e classifiche.

Grande spazio è stato dedicato anche al lavoro spesso invisibile degli arbitri, molti dei quali operano con spirito di volontariato.
“È una passione enorme”, ha spiegato Tamietto, raccontando giornate trascorse sui campi dalle prime ore del mattino fino a sera, spesso sotto pioggia o maltempo, semplicemente per amore del golf e delle sue regole.
Particolarmente importante, secondo il presidente, è anche l’aspetto educativo. Nei tornei giovanili gli arbitri rappresentano un punto di riferimento per insegnare correttezza, rispetto e responsabilità personale. Valori che, nel golf, fanno parte integrante del gioco stesso.
Infine, Tamietto ha rivolto un invito ai giovani e agli appassionati che desiderano avvicinarsi al mondo arbitrale: partecipare agli incontri formativi, confrontarsi con altri arbitri e coltivare curiosità e passione.

Negli ultimi anni, ha spiegato, l’associazione ha registrato un notevole aumento di nuovi iscritti, segno di un interesse crescente verso una figura sempre più riconosciuta e apprezzata nel panorama del golf italiano.
In chiusura, dalle parole di Albert Tamietto emerge un’immagine chiara: quella di un arbitro che non è mai distante dal gioco, ma parte integrante di una cultura fondata su rispetto, responsabilità e lealtà.
Un ruolo silenzioso ma decisivo, che nel golf contribuisce ogni giorno a mantenere vivo lo spirito più autentico di questo sport.
Francesca Alvi – TalkCity.it Redazione ⛳








