Sindaco Sposetti con Ass.ne Nautilus
Ad oggi la vera risposta concreta allo sport d’élite civitavecchiese non è arrivata dalla propria città, ma da un comune vicino

Una stretta di mano, le foto di rito, il badge della società consegnato al sindaco e i sorrisi istituzionali.
Ma dietro l’incontro di questa mattina tra la Nautilus Civitavecchia e il sindaco di Tarquinia Francesco Sposetti c’è una realtà che, per lo sport civitavecchiese, ha ben poco di celebrativo.
La squadra femminile della Nautilus, impegnata nel campionato di Serie A1 di pallanuoto, è stata infatti ricevuta dal primo cittadino tarquiniese insieme all’assessore allo Sport Sandro Celli.
Un momento cordiale, certo, ma che fotografa anche l’ennesimo paradosso sportivo di Civitavecchia: una società di vertice costretta da anni ad allenarsi fuori città per la cronica crisi degli impianti natatori cittadini.
E allora viene quasi spontaneo dirlo con un pizzico di amara ironia: “Grazie al sindaco di Tarquinia Sposetti”.
Perché mentre a Civitavecchia si continua a parlare di emergenze, ritardi e strutture che non arrivano mai, Tarquinia ha aperto le porte alla Nautilus, permettendo alle ragazze di continuare a lavorare e a rappresentare un territorio intero nel massimo campionato nazionale.

Durante l’incontro, il responsabile dei rapporti istituzionali Michele Trotta ha spiegato al sindaco il legame ormai consolidato tra la società civitavecchiese e Tarquinia.
Da tre anni, infatti, la piscina tarquiniese è diventata la casa sportiva della Nautilus, non solo per la prima squadra ma anche per il settore giovanile, dove crescono numerose giovani pallanuotiste del comprensorio, comprese diverse ragazze tarquiniesi.
Un rapporto che la società auspica possa continuare anche in futuro. E come darle torto, considerando che ad oggi la vera risposta concreta allo sport d’élite civitavecchiese non è arrivata dalla propria città, ma da un comune vicino.
Il sindaco Sposetti ha mostrato di apprezzare molto l’omaggio ricevuto dalla società – badge, calendario e brochure storica – ricordando anche i tornei amatoriali di pallanuoto disputati anni fa nella piscina di Marina Velka.
Un ricordo nostalgico che, inevitabilmente, stride con il presente di Civitavecchia, città che ha scritto pagine storiche della pallanuoto italiana ma che oggi vede le proprie squadre emigrare per potersi allenare.
E forse è proprio questo il punto più amaro della vicenda: mentre altrove si accolgono e si valorizzano le eccellenze sportive, a Civitavecchia si continua a convivere con una situazione impiantistica che ormai non può più essere definita emergenza, ma normalità.
Una normalità che penalizza atleti, famiglie e società che, nonostante tutto, continuano a tenere alto il nome della città.
TalkCity.it Civitavecchia






