Il Consigliere Minghella dai banchi dell’opposizione: “Il Presidente del Consiglio impedisce il confronto sul caso della surroga dell’art.90 e del padre del sindaco appaltatore”
<<Il presidente del Consiglio comunale Gino Vinaccia mi ha reso oltremodo difficile e faticoso parlare sulla surroga della consigliera Mara Elena Loffredo dimessasi per essere assunta in Comune come art. 90 atto legittimo, ma politicamente scandaloso che si riassume con un posto da consigliere comunale in cambio di un posto in comune.
Ma c’è di più. Vinaccia si è inasprito allorché ho provato a chiedere, poiché parlavamo di conflitto di interesse, chi attualmente si occupa di far funzionare gli impianti di video sorveglianza del Comune. Infatti fanno ancora riferimento alla Elettrotecnica di Manuelli Marco, padre del sindaco.

Quello che avrei voluto dire – per questo Vinaccia mi ha impedito di parlare – è che L’articolo 61, comma 1-bis, del Testo Unico Enti Locali (TUEL) stabilisce che non è possibile ricoprire la carica di sindaco se si hanno parenti o affini fino al secondo grado (come il padre) che svolgono l’attività di appaltatore per lo stesso comune.
L’appalto a favore della ditta Manuelli non è stato del tutto rescisso.
Lo strumento usato, descrtto nel VERBALE DI RISOLUZIONE PER MUTUO CONSENSO EX ART. 1372 CODICE CIVILE si basa sulla reciproca rinuncia al contratto (un appalto da 147 mila euro dopo oltre milioni di euro negli anni),
cozza con il diritto Amministrativo secondo cui i contratti con la PA vanno chiusi attraverso la procedura dell’esecuzione in danno, ovvero quantificazione del lavoro svolto (certificato di conformità) e la PA che escute la fidejussione a garanzia.

Invece non è avvenuto niente di tutto questo, sarebbe accaduto per qualsiasi altro appalto?
Avrei voluto sottolineare che per intraprendere una strada così ardita l’Amministrazione non ha sentito il dovere di dotarsi almeno del parere legale di un amministrativista a supporto.
Infine avrei concluso dicendo che Santa Marinella e i sui elettori meriterebbero un sindaco al di sopra di ogni sospetto, e non un sindaco la cui legittimità si basa su un atto così “originale” e imperfetto che oltretutto non ha del tutto rescisso il legame con l’appaltatore e che contiene la presa d’atto reciproca di “nessun danno”.

Per questo chiederemo l’intervento del Prefetto a seguito del quale valuteremo il ricorso al TAR.
Caro Gino Vinaccia ho fatto il Presidente prima di lei e comprendo le difficoltà del ruolo. Vede la Trasparenza non ammette veli.
Nessun argomento è proibito nemmeno la incompatibilità del sindaco che per un atto che potrebbe rivelarsi imperfetto oggi rischia la decadenza. Ha capito bene la decadenza.
E se per caso la frittata è fatta, è inutile che tenti di rigirarla, perché in questo caso rischia di caderle per terra.>>
Emanuele Minghella. Capogruppo Lista Cittadini al centro
Riceviamo e pubblichiamo

