endometriosi
Approvato il Piano regionale con centri specializzati, percorsi multidisciplinari e telemedicina per migliorare la cura delle pazienti

La Regione Lazio compie un passo importante nella lotta all’endometriosi con l’approvazione del nuovo Piano di Rete Regionale per la gestione delle pazienti affette da endometriosi, che introduce un modello organizzativo destinato a migliorare diagnosi, cure e presa in carico.
Il provvedimento prevede una rete clinica integrata e uno specifico Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (Pdta), con l’obiettivo di garantire alle donne un’assistenza più uniforme, tempestiva e personalizzata su tutto il territorio regionale.
L’endometriosi è una patologia che, secondo il Ministero della Salute, interessa circa il 10% delle donne in età riproduttiva e rappresenta una delle principali cause di infertilità femminile. A livello mondiale colpisce tra il 2 e il 10% della popolazione femminile in età fertile e interessa fino al 50% delle donne con problemi di fertilità.
Nel Lazio, nel 2025, sono stati registrati 1.383 ricoveri per endometriosi: il 90% ha riguardato interventi chirurgici, mentre il 17% era legato a forme di endometriosi profonda, tra le più complesse.
Il Policlinico Gemelli è risultato il centro con il maggior numero di ricoveri, pari a 486 casi, mentre l’età media delle pazienti ricoverate è di 43 anni.
Il nuovo Piano organizza la Rete Regionale Endometriosi, un sistema coordinato che mette in collegamento ospedali, servizi territoriali e specialisti, differenziando i percorsi in base alla complessità della malattia.

L’obiettivo è assicurare continuità assistenziale e una presa in carico globale della paziente, attraverso la collaborazione tra diverse figure professionali.
La chirurgia rappresenta una delle possibili opzioni terapeutiche, ma non sarà più considerata automaticamente il trattamento principale.
Il percorso di cura comprenderà infatti terapia farmacologica, terapia del dolore, supporto psicologico, riabilitazione, nutrizione clinica, tutela della fertilità e, quando necessario, accesso ai percorsi di procreazione medicalmente assistita.
Un ruolo centrale sarà affidato al medico di medicina generale, primo punto di riferimento per individuare i sintomi, indirizzare la paziente verso il centro più adeguato e garantire la continuità assistenziale insieme alle Centrali Operative Territoriali.
La rete sarà articolata in Centri di I livello, dedicati alla diagnosi e alla gestione delle forme meno complesse, e Centri Ospedalieri Regionali di II livello, destinati ai casi più complessi.
Sono stati individuati come centri di riferimento il Policlinico Gemelli, il Policlinico Tor Vergata, il Policlinico Umberto I, l’ospedale San Giovanni Addolorata e il Campus Bio-Medico.

Tra le principali novità del Piano c’è l’istituzione del Gruppo Multidisciplinare e Multiprofessionale (MDT), coordinato dal ginecologo e composto da radiologi, chirurghi, urologi, terapisti del dolore, nutrizionisti, psicologi, fisioterapisti e altri specialisti.
Il team avrà il compito di definire il percorso terapeutico più appropriato per ogni paziente, monitorando l’evoluzione della malattia e coordinando i diversi livelli di assistenza.
Grande attenzione viene riservata anche alla telemedicina, che consentirà di effettuare teleconsulti tra specialisti, televisite di controllo e attività di telemonitoraggio, favorendo il collegamento tra ospedali e territorio e rendendo più semplice il follow-up delle pazienti.
Il percorso diagnostico prenderà avvio dal sospetto clinico formulato dal medico di famiglia, dal ginecologo o da altri specialisti, con accesso alla rete attraverso visita ginecologica ed ecografia.
Le forme meno complesse saranno gestite nei centri di primo livello, mentre le pazienti con endometriosi profonda, recidive, infertilità correlata o coinvolgimento di altri organi saranno indirizzate ai centri di secondo livello, dove potranno contare su competenze altamente specialistiche e su un approccio multidisciplinare.
Con questo Piano la Regione Lazio punta a ridurre i tempi di diagnosi, migliorare l’accesso alle cure e offrire alle donne affette da endometriosi un percorso assistenziale più moderno, coordinato e personalizzato.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione

