Demenza, al centro la persona: più rete, assistenza e sostegno a famiglie e caregiver

“La cura delle demenze richiede un cambio di prospettiva: dobbiamo superare modelli rigidi e frammentati e costruire un approccio globale, capace di considerare la persona nella sua complessità, nella sua storia e nelle sue relazioni”.
Lo ha dichiarato il Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, intervenendo al convegno “Il declino cognitivo e le demenze:
il dovere di aprire strade nuove”, promosso dall’ASL Roma 2 presso la Sala Mancini – Direzione generale INPS, dedicato alla cura delle persone con demenza e alla collaborazione tra istituzioni, sanità e terzo settore.
“Di fronte alle incertezze che ancora accompagnano la ricerca scientifica – ha proseguito il Presidente – il mondo clinico è chiamato a rifiutare il conformismo e a mantenere al centro l’ascolto, l’empatia e la capacità di guardare la realtà dal punto di vista del malato.
La persona non può essere ridotta a una diagnosi o a un insieme di sintomi: conserva sempre una storia, una dignità, emozioni e bisogni che devono essere riconosciuti”.
Il convegno si ispira al concetto di “esserci” richiamato da Oliver Sacks: una presenza concreta, competente e umana accanto alle persone più fragili e alle loro famiglie.

“Esserci – ha sottolineato il Presidente – significa non lasciare soli i pazienti, i familiari e i caregiver. Significa garantire continuità assistenziale, rafforzare il rapporto tra ospedale e territorio, e superare la frammentazione tra servizi sanitari e sociali. La cura deve essere finalmente unitaria, personalizzata e vicina alle persone”.
Il Presidente ha inoltre evidenziato il ruolo essenziale del terzo settore e delle associazioni: “Le istituzioni, da sole, non possono affrontare una sfida così complessa.
È necessario costruire una rete stabile tra professionisti, servizi, famiglie, volontariato e comunità locali. Solo attraverso questa collaborazione possiamo promuovere una cultura della demenza libera dallo stigma e capace di tutelare la dignità di ogni persona”.
“Il Lazio – ha concluso – deve continuare a investire nella sanità territoriale, nella formazione degli operatori, nel sostegno alle famiglie e nell’integrazione tra assistenza sanitaria e sociale.
Aprire strade nuove non è soltanto un’opportunità: è una responsabilità istituzionale e civile nei confronti delle persone più vulnerabili”.
Aurigemma
Riceviamo e pubblichiamo.

