
Ambiente, protesta e denuncia contro il “sistema rifiuti” tra Gualtieri e Rocca

Nel giorno del 5 giugno, Giornata Mondiale dell’Ambiente, le Comunità Ribelli si sono mobilitate davanti alla sede della Regione Lazio, in Piazza Oderico da Pordenone, alla Garbatella.
Un presidio che riunisce comitati, associazioni e gruppi cittadini che contestano le politiche regionali e capitoline in materia di ambiente e rifiuti, accusate – secondo il comunicato diffuso – di favorire consumo di suolo, privatizzazioni e impianti ad alto impatto ambientale.
Durante la manifestazione è stato organizzato un “bosco umano” per denunciare, sempre secondo gli organizzatori, la cementificazione di aree agricole, riserve naturali ed ecosistemi urbani e suburbani.
I partecipanti hanno richiamato anche la necessità di rispettare la normativa regionale sulla tutela del patrimonio naturale, citando la Legge Regionale 29/1997.
Nel corso dell’iniziativa sono stati simbolicamente esposti i cosiddetti “corpi del reato”, ovvero rami e fronde di alberi abbattuti sul territorio, come gesto di protesta contro gli interventi di taglio del verde pubblico e la gestione del patrimonio arboreo.
Il movimento delle Comunità Ribelli ha chiamato in causa diversi rappresentanti istituzionali, tra cui Roberto Gualtieri, Francesco Rocca, Sabrina Alfonsi, Massimiliano Ghera, Wanda D’Ercole, Patrizia Prestipino e Yury Trombetti, accusati nel comunicato di non garantire una reale tutela dell’ambiente e del territorio.

Le critiche si concentrano su quella che viene definita una gestione “verticale” delle politiche ambientali e sul mancato rispetto dei vincoli di salvaguardia.
Uno dei punti centrali della protesta riguarda il cosiddetto “business dei rifiuti”. Secondo le Comunità Ribelli, i piani adottati dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma favorirebbero inceneritori, gassificatori e infrastrutture considerate impattanti, invece di puntare su riciclo e riduzione dei rifiuti.
Una visione che, sempre secondo il comunicato, trasformerebbe la gestione dei rifiuti in un sistema economico ad alto impatto ambientale.
Durante la mobilitazione è stata annunciata anche l’apertura dello “Sportello Anti-Piovra”, gestito da Alessandro Lepidini, che raccoglierà segnalazioni, documenti ed esposti da parte dei cittadini.
Il materiale sarà poi trasmesso, secondo gli organizzatori, alla Procura di Roma.

L’obiettivo dichiarato è costruire un archivio civico di presunte criticità ambientali e rafforzare le azioni legali già intraprese.
Le Comunità Ribelli si definiscono una rete in espansione di realtà territoriali indipendenti dai partiti, impegnate nella difesa dell’ambiente e nella contestazione delle politiche di consumo di suolo.
La mobilitazione si inserisce in un percorso già avviato con iniziative pubbliche e raccolte firme, che punta – secondo gli organizzatori – a riportare la tutela ambientale al centro del dibattito politico e istituzionale nel Lazio.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione







