Piscine più sicure dopo 75 morti in quattro anni: nuove regole contro i rischi di aspirazione

Dopo troppi incidenti e tragedie nelle vasche italiane arriva la stretta sulle piscine fuori norma. La Camera ha approvato un emendamento al decreto legge Sport che introduce nuove misure di sicurezza per evitare il rischio dell’effetto ventosa provocato da grate e bocchettoni di aspirazione non conformi.
Il provvedimento riguarda tutte le piscine, sia pubbliche sia private: i gestori dovranno adeguare gli impianti alle norme di sicurezza oppure saranno costretti alla chiusura.
La decisione arriva dopo una lunga scia di incidenti: negli ultimi quattro anni sono state 75 le persone morte in piscina, alcune tragedie che secondo gli esperti avrebbero potuto essere evitate con maggiori controlli e sistemi adeguati.
La proposta, sostenuta in modo bipartisan dalla commissione Cultura della Camera, prevede un intervento diretto sugli impianti con sistemi di aspirazione considerati pericolosi. L’obiettivo è impedire che un bagnante possa rimanere intrappolato sott’acqua a causa della forza di aspirazione.
Il giro di vite arriva dopo l’ennesima tragedia. A Monterotondo, alle porte di Roma, un bambino di cinque anni, Alessandro, è morto mentre si trovava in una piscina comunale durante un’attività di centro estivo.
Il piccolo stava facendo il bagno insieme ad altri bambini e a un animatore, in una vasca con acqua alta circa un metro e trenta centimetri.

La Procura di Tivoli ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e ha iscritto nel registro degli indagati tre persone: due responsabili del complesso sportivo e un responsabile del centro estivo.
I soccorsi sono scattati nella mattinata di mercoledì, dopo l’allarme lanciato dai compagni di gioco del bambino. Sul posto sono intervenuti il 118 e i carabinieri, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile.
La piscina è stata sequestrata preventivamente dai carabinieri del Gruppo di Ostia e della compagnia di Monterotondo, coordinati dalla Procura di Tivoli. Gli investigatori stanno acquisendo anche i filmati delle telecamere presenti nella struttura per ricostruire gli ultimi momenti prima della tragedia.
Gli accertamenti non sembrano concentrarsi, al momento, sul cloro, nonostante pochi giorni prima a Mentana otto bambini siano rimasti intossicati durante un’attività in piscina, con due casi più gravi.
L’attenzione degli inquirenti è invece rivolta al ruolo dell’animatore, un trentenne messo a disposizione dalla società Vis Nova, che gestiva il centro estivo.
Sarà necessario verificare se fosse autorizzato ad assistere i minori in acqua, se il numero di bambini affidati alla sua supervisione fosse compatibile con le norme di sicurezza e se fosse necessario un ulteriore assistente a bordo vasca.

Gli investigatori dovranno inoltre chiarire se il bambino indossasse i dispositivi di sicurezza previsti per la sua età, come i braccioli, e se tutte le procedure di sorveglianza all’interno della piscina fossero state rispettate.
Il nuovo emendamento prevede anche un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026 destinato all’adeguamento delle piscine pubbliche. Tra le novità introdotte c’è anche l’obbligo della cuffia da nuoto per i minori di 16 anni.
Per il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e presidente della Federazione Italiana Nuoto Paolo Barelli, il provvedimento nasce anche alla luce degli ultimi incidenti e punta a garantire che nelle piscine siano presenti tutte le tecnologie necessarie per ridurre i rischi legati ai sistemi di aspirazione.
«L’obiettivo – ha spiegato Barelli – è assicurare che i flussi di aspirazione non possano rappresentare un pericolo per i bagnanti e che ogni impianto rispetti gli standard di sicurezza previsti».
La nuova normativa rappresenta quindi un cambio di passo per la sicurezza nelle piscine italiane, con controlli più rigidi e l’obbligo di intervenire sugli impianti considerati a rischio. Dopo anni di incidenti, il provvedimento punta a trasformare la prevenzione in una regola obbligatoria.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione

