
Al Palazzetto dello Sport “A. Sorbo” una giornata di autodifesa inclusiva tra sport, ascolto e comunità
Ladispoli ha ospitato il primo memorial di autodifesa personale in memoria di Giuliano Falcioni, maestro ricordato non solo per l’impegno sportivo ma anche per i valori trasmessi alla comunità. L’iniziativa si è svolta sabato 31 gennaio al Palazzetto dello Sport “A. Sorbo”.
L’evento ha visto insieme il progetto “Ladispoli, una città che sa ascoltare” e il Progetto Amazzoni, in collaborazione con Cinzia Rocchi e il Centro sportivo La Palma. La giornata ha unito pratica sportiva, inclusione e partecipazione, coinvolgendo realtà associative e cittadini.

All’iniziativa hanno partecipato anche rappresentanti istituzionali e realtà sportive del territorio, a conferma di un percorso condiviso che coinvolge più livelli della comunità locale.
Non solo autodifesa, quindi, ma anche attenzione alle fragilità. Durante l’incontro è stata presentata la nuova realtà dedicata all’autismo “A un passo da te”, che ha partecipato con i propri ragazzi, contribuendo a rendere l’iniziativa uno spazio di relazione e conoscenza reciproca.
Al centro dell’iniziativa, il valore dell’ascolto come strumento di inclusione.
«Con il progetto “Ladispoli, una città che sa ascoltare” abbiamo dimostrato che lo sport può abbattere barriere fisiche e culturali, diventando uno spazio dove tutti contano davvero, senza distinzioni», ha dichiarato Marco Cecchini, delegato del Comune di Ladispoli alla comunità sorda.

Cecchini ha poi sottolineato il sostegno istituzionale al percorso avviato:
«Un percorso concreto, sostenuto dal sindaco Alessandro Grando e da tutta l’Amministrazione comunale, che guarda a una città più accessibile, accogliente e attenta alle persone».

Emozione, partecipazione e testimonianze hanno caratterizzato l’intera giornata. Infatti, il memorial si è trasformato in un momento collettivo capace di tenere insieme memoria, sport e inclusione.
In una città che sceglie di ascoltare, iniziative come questa mostrano come l’attenzione alle differenze possa diventare pratica quotidiana. Perché, come emerso dal Palazzetto, l’ascolto resta il primo passo verso l’inclusione.

Dino Tropea TalkCity.it Ladispoli




