
Proteste dei residenti: “L’installazione ha provocato interventi invasivi sul territorio, compresi scavi e la rimozione di alberi storici”

Nel quadrante tra Tivoli e Guidonia Montecelio cresce la protesta dei cittadini contro l’installazione di una grande antenna 5G in un’area vincolata dal punto di vista paesaggistico e ambientale.
Una vicenda che, secondo residenti e associazioni locali, rappresenta l’ennesimo scontro tra sviluppo infrastrutturale e tutela del territorio.
La polemica nasce dalla realizzazione di un impianto alto oltre trenta metri in una zona storica conosciuta per gli uliveti secolari, i panorami archeologici e la fragilità idrogeologica.

I cittadini denunciano soprattutto la rapidità con cui sarebbero stati concessi i permessi e la scarsa comunicazione pubblica durante l’iter autorizzativo.
Al centro delle critiche vi è anche il ruolo delle istituzioni chiamate a vigilare sul rispetto del vincolo paesaggistico.
Secondo i residenti, l’installazione avrebbe provocato interventi invasivi sul territorio, compresi scavi e la rimozione di alberi storici.

Un impatto che viene giudicato incompatibile con il valore naturalistico e culturale dell’area. In molti parlano di una “ferita ambientale” che rischia di compromettere uno dei paesaggi più caratteristici tra Tivoli e Guidonia.
La questione però va oltre la sola antenna. Il caso sta diventando il simbolo di una battaglia più ampia sulla gestione urbanistica dell’intera area tiburtina, da anni sotto pressione tra espansione edilizia,
infrastrutture e consumo di suolo. I comitati civici denunciano una progressiva perdita di identità del territorio, mentre cresce la preoccupazione per la sicurezza ambientale in una zona già considerata delicata dal punto di vista idrogeologico.

A mobilitarsi sono stati residenti, esponenti politici locali e associazioni ambientaliste, che chiedono maggiore trasparenza sugli atti autorizzativi e controlli più severi sui cantieri.
La protesta ha trovato sostegno anche tra coloro che ritengono necessario uno sviluppo tecnologico più equilibrato e rispettoso del paesaggio.
Il dibattito sull’antenna 5G riaccende inoltre un tema molto sentito a Guidonia: quello del rapporto tra interesse economico e interesse collettivo.

Per molti cittadini il problema non è la tecnologia in sé, ma il modo in cui viene imposta ai territori senza un reale confronto pubblico.
In una provincia già segnata da emergenze ambientali, cave, traffico e cementificazione, il caso di Tivoli e Guidonia diventa così emblematico di una domanda sempre più forte: chi decide il futuro del territorio e con quali criteri?

Mentre la protesta continua, i cittadini chiedono che la tutela del paesaggio non resti soltanto un principio scritto sulla carta, ma diventi una priorità concreta nelle scelte amministrative che riguardano il futuro dell’area tiburtina.
TalkCity.it Redazione







