
Panico sul treno regionale, lite tra minorenni degenera in incendio e ferisce un coetaneo

Sfiorata la tragedia sabato pomeriggio, 20 giugno, a bordo di un treno regionale della linea FL3 Viterbo-Roma, dove una discussione tra minorenni è degenerata in un’aggressione con il fuoco che ha seminato il panico tra i passeggeri del vagone.
La lite è scoppiata sul treno partito dalla stazione di Viterbo Porta Romana e diretto verso Roma. Per cause ancora da accertare, il confronto verbale tra alcuni giovani è degenerato rapidamente:
uno dei ragazzi ha tirato fuori un flacone di gel infiammabile, cospargendo il corpo di un coetaneo, e ha poi utilizzato un accendino per appiccare il fuoco ai suoi vestiti.
La situazione non ha avuto un esito peggiore solo grazie alla presenza a bordo di un agente di polizia libero dal servizio.
Accortosi di quanto stava accadendo, il poliziotto è intervenuto per bloccare l’aggressore e ha spento le fiamme sugli indumenti del ragazzo, prestandogli i primi soccorsi.
Nel frattempo, il personale di bordo ha disposto la fermata d’urgenza del convoglio nella stazione di Vetralla, dove erano stati precedentemente allertati i soccorsi e le forze dell’ordine.

Il giovane ferito, un diciassettenne, è stato trasferito in ambulanza all’ospedale Belcolle di Viterbo, dove i medici hanno riscontrato lesioni e ustioni giudicate guaribili con una prognosi di venti giorni.
I due minorenni coinvolti hanno entrambi 17 anni e risiedono in provincia di Roma. Gli investigatori della Squadra Mobile di Viterbo sono al lavoro per ricostruire i dettagli dell’accaduto e stabilire il movente; al momento, la pista principale seguita dagli inquirenti è quella del bullismo.
Nei confronti del presunto aggressore il procedimento è stato avviato per le ipotesi di reato di lesioni aggravate e interruzione di pubblico servizio, visti anche i conseguenti ritardi causati alla circolazione ferroviaria della linea.
L’episodio pone nuovamente l’attenzione sugli atti di criminalità minorile che sul nostro territorio non sembrano diminuire né dal punto di vista quantitativo, né da quello della gravità degli atti.
Appare sempre più comune, infatti, che i giovanissimi non comprendano le possibili conseguenze delle proprie azioni.
La speranza è come sempre riposta nel miglioramento dell’educazione civile che è necessario impartire nelle scuole e in casa.
Enrico Negretti. TalkCity.it Redazione









