Il primo cittadino chiede ai sindaci d’Italia che hanno insediamenti che producono energia di fare rete

sindaco ernesto tedesco civitavecchia

Creare una rete delle città sedi di centrali e insediamenti produttivi per trovare soluzioni alla grave crisi energetica, a vantaggio dei territori interessati dall’esercizio straordinario di questi mesi: questo l’obiettivo che il sindaco di Civitavecchia, Ernesto Tedesco, ha condiviso con sei colleghi di tutta Italia.

Nel dialogo avviato nei giorni scorsi con

  • Luigi Brugnaro (Venezia),
  • Pierluigi Peracchini (La Spezia),
  • Gian Vittorio Campus  (Sassari),
  • Riccardo Rossi (Brindisi),
  • Anna Maria Cisint (Monfalcone),
  • Ignazio Salvatore Atzori (Portoscuso),

il primo cittadino di Civitavecchia ha fatto leva sulla decisione del governo nazionale di “aumentare al massimo la produzione di energia prolungando l’esercizio degli impianti alimentati attraverso combustibili fossili e concedendo deroghe ai normali limiti di emissioni inquinanti.

Ciò naturalmente a tutto svantaggio delle comunità locali, che già da anni sopportano il peso delle conseguenze ambientali e sanitarie di questi impianti e che ora sono chiamate ad affrontare nuovi sacrifici in nome dello Stato e a tutela delle politiche energetiche nazionali”.

Di qui la proposta avanzata ai sindaci di proporre, un fronte comune per chiedere interventi specifici e mirati volti ad alleviare le conseguenze sul piano ambientale anche sulla scorta di quanto realizzato dal Presidente della Basilicata. Il tema sarà affrontato in una videoconferenza la prossima settimana.

Commenta il Sindaco di Civitavecchia: “Ci sono territori in Italia che in questo momento stanno assistendo alla massimizzazione della produzione di energia elettrica.

Crediamo sia giusto coordinarci affinché le nostre popolazioni non subiscano la beffa di dover pagare bollette astronomiche oltre a vedere le centrali funzionare a pieno regime e in deroga al tetto alle emissioni inquinanti.

Sulla scorta dell’esempio lucano, discuteremo quindi innanzitutto della strada da percorrere per arrivare ai giusti riconoscimenti per i residenti, per poi affrontare anche il tema più generale del phase out dal carbone, sul quale occorrono tempi e modalità certe”, conclude Tedesco.

Riceviamo e pubblichiamo

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