Il tempo stringe, e i lavoratori di Minosse in cassa integrazione, che vedranno perdere ogni speranza di venire reintegrati se non si trova una soluzione entro fine anno, ieri hanno incontrato il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Raffaele Latrofa
Un primo confronto diretto, senza ancora soluzioni sul tavolo ma con l’impegno a mantenere aperto il dialogo.
È questo, in sintesi, l’esito dell’incontro di ieri tra i rappresentanti dei lavoratori della Minosse e il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele Latrofa.
Un passaggio particolarmente atteso dai lavoratori, alle prese con una situazione occupazionale che diventerà sempre più delicata con l’avvicinarsi della scadenza legata alla cessazione delle attività.

Da quanto apprendiamo, a seguito della nostra diretta su TalkCity.it Social TV, nel corso dell’incontro i rappresentanti dei lavoratori hanno avuto modo di illustrare direttamente al presidente dell’AdSP tutti gli aspetti della vertenza: dal numero delle persone coinvolte alle scadenze previste per i licenziamenti, fino alle prospettive occupazionali.
Il breve messaggio che siamo riusciti a carpire lascia trasparire una minima ma significativa soddisfazione per l’apertura del confronto.
«Il presidente Latrofa è stato messo al corrente nel dettaglio della nostra situazione, dal numero dei lavoratori alla data del licenziamento. Ci ha rassicurato sul fatto che la nostra causa è sotto la sua attenzione. Ci incontreremo nuovamente tra un mese circa».

Nessun annuncio, dunque, e soprattutto nessuna soluzione può essere considerata al momento acquisita.
Il dato che emerge dall’incontro è però la volontà di non interrompere il confronto: la vertenza Minosse è stata portata direttamente all’attenzione del vertice dell’Autorità Portuale e un nuovo appuntamento dovrebbe tenersi tra circa un mese.
Al centro delle richieste dei lavoratori rimane in particolare la possibilità di trovare strumenti capaci di garantire continuità occupazionale, anche attraverso l’applicazione della clausola sociale, tema sul quale negli ultimi giorni sono arrivati diversi interventi politici.

La capogruppo di Italia Viva in Consiglio regionale, Marietta Tidei, ha chiesto che la transizione energetica di Civitavecchia non si traduca nella perdita dei posti di lavoro, invitando Latrofa a farsi parte attiva della vertenza e sollecitando chiarezza sulle prospettive industriali e occupazionali legate alla riconversione di Torrevaldaliga Nord.
Sulla stessa linea anche Riscossa Democratica, che ha espresso solidarietà ai lavoratori Minosse chiedendo l’apertura di un tavolo con lavoratori, sindacati, istituzioni, Autorità Portuale e imprese.
Per il movimento occorre verificare fino in fondo la possibilità di applicare la clausola sociale e, parallelamente, individuare eventuali percorsi di ricollocazione e formazione nelle nuove attività portuali.
Dopo settimane di appelli, dunque, la vertenza compie almeno un primo passo istituzionale.
Il problema resta tutto sul tavolo, ma l’incontro con Latrofa e soprattutto la previsione di un nuovo confronto tra circa un mese rappresentano per i lavoratori un primo segnale di attenzione.
Ora sarà quel prossimo appuntamento a dover chiarire se dal dialogo potranno iniziare ad emergere anche soluzioni concrete per il futuro occupazionale dei lavoratori Minosse.
Corrado Orfini. TalkCity.it Redazione
