
Arnaldo Del Piave; se n’è andato in punta di piedi, ma con lo stile che lo ha sempre contraddistinto. Con quella sua ironia leggera, mai banale, capace di strappare un sorriso anche nei momenti più difficili.

Oggi Civitavecchia piange Arnaldo Del Piave. Lo piange la sua città, lo piangono gli amici, lo piangono le tante persone che nella vita hanno avuto la fortuna di incontrarlo, anche solo per pochi minuti.
Perché Arnaldo non era un personaggio che passava inosservato: era istrionico, particolare, autentico. Uno di quelli che entrano nella vita degli altri lasciando qualcosa.
E in fondo, lui, la vita, l’ha vissuta davvero. Intensamente. Senza risparmiarsi mai.

Nel corso degli anni era diventato un volto conosciuto anche a livello nazionale, grazie al suo percorso pubblico e a quella personalità fuori dagli schemi che riusciva sempre a catturare attenzione e simpatia.
Ma al di là della notorietà, Arnaldo era soprattutto una persona profondamente umana, capace di creare legami sinceri e di regalare leggerezza.
Negli ultimi tempi aveva scelto di allontanarsi. Di vivere più in disparte, lontano dai riflettori e dalle frequentazioni di sempre. Un periodo difficile, vissuto nel silenzio e nella riservatezza, fino al ricovero che aveva fatto preoccupare chi gli voleva bene.
Eppure anche l’ultimo saluto porta la sua firma.
Sul suo profilo Facebook è apparso un messaggio scritto dal cugino, ma pensato come se fosse Arnaldo stesso a parlare ancora una volta ai suoi amici, alla sua gente:
“Un grande abbraccio a tutti, godetevi la vita, io l’ho fatto.”

Una frase semplice. Ma tremendamente vera. Perché Arnaldo la vita se l’è goduta davvero.
E forse il messaggio più grande che lascia è proprio questo: vivere senza paura di essere sé stessi, cercando la felicità nelle cose semplici, nei rapporti umani, nelle risate, nei momenti condivisi.
Per noi di TalkCity non era soltanto un personaggio conosciuto. Era un amico. Un amico vero.

Uno di quelli che riuscivano a stare vicino anche al nostro progetto di comunicazione sempre con entusiasmo, ironia e affetto. Con quella capacità rara di alleggerire tutto e di ricordarti che, in fondo, la vita va vissuta fino in fondo.
E allora oggi resta il dolore. Forte. Sincero. Ma restano soprattutto i ricordi belli. Le battute, gli abbracci, le chiacchierate, quella sua energia contagiosa che sembrava inesauribile.
Ed è forse questo il modo migliore per ricordarlo: con un sorriso. Proprio come avrebbe voluto lui.
Ciao Arnaldo. È stato un privilegio conoscerti.
Corrado Orfini






